Una marcia pacifica per gridare a gran voce e dire “No” all’installazione del ripetitore Telecom sul tetto dell’Hotel Miramare di C.so Garibaldi. E’ stato questo lo scopo che i residenti del rione spiaggia questa mattina hanno voluto portare a termine, marciando in villa comunale fino a Palazzo Farnese. L’obiettivo, affinché si evitino danni a persone, è quello di rendere noti a tutti i cittadini i possibili effetti collaterali causati da antenne e ripetitori per salvaguardare la loro salute.
«E’ giunta qui una piccola parte del rione spiaggia per gridare “No” a quelle onde elettromagnetiche, che possono danneggiare noi e soprattutto i nostri bambini -hanno affermato i manifestanti-. Chiediamo perciò aiuto alle istituzioni. Al comune, dove intendiamo recarci questa mattina, richiederemo una documentazione per sapere quante antenne dovranno essere istallate. Si tratta di un problema sottovalutato, perché non c’è uno studio approfondito relativo alle onde elettromagnetiche. Se queste onde non fanno male, per quale motivo, dunque, non ci si è mai confrontati con i cittadini? Abbiamo il diritto di essere informati. Molti sostengono che le antenne non sono dannose, ma nessuno negherebbe di sapere quali siano i rischi. Pertanto, ci domandiamo come mai nessuno ha mai tenuto un incontro per discutere di questa problematica».
Secondo quanto precedentemente affermato dal consigliere regionale Alfonso Longobardi, dopo aver tenuto una riunione con l'avvocato Stefano Sorvino, commissario dell'Arpac ed il sub-commissario Giovanni Improta, nel caso di Castellammare è opportuno far presente agli stabiesi il cosiddetto “Piano delle Antenne”, un progetto che prevede la possibilità di verificare le azioni di programmazione previste sul territorio e valutare soprattutto l'impatto sulla salute pubblica. Il tutto ovviamente non dovrà essere tenuto all’oscuro dai cittadini.
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