«Stiamo seguendo con estrema attenzione la vicenda dei ricoveri in barelle per i risvolti negativi sull’assistenza e sulle responsabilità professionali (legate ad un utilizzo smodato di una mezzo in surrogazione del letto e di tutte le unità che tutelano la sicurezza del ricoverato). La barella è solo un mezzo di trasporto e l’attesa odierna per un ricovero dal Pronto Soccorso con delle tempistiche che superino intere giornate (invece delle 4-6 ore necessarie all’inquadramento ed alla diagnosi) è inaccettabile». Sono critici i sindacati FSI - USAE - Nursing Up che con un comunicato stampa hanno manifestato tutta la loro delusione per una gestione del Pronto Soccorso del San Leonardo totalmente inadeguata. Di conseguenza, contestano anche la scelta dei ricoveri in barella. «Le scriventi - continuano - segnalano che vi sono una serie di nodi che Le Direzioni non hanno ancora affrontato. Da mesi stiamo avendo incontri con la Direzione Strategica per avere delle risposte a tale problematica come si evince dai verbali senza avere un riscontro ad impegni presi; la carenza di personale nei Pronto Soccorso (e nei reparti); carenza per non dire assenza di operatori socio sanitari. Risolvere queste questioni spostando la problematica barelle dal Pronto soccorso ai reparti di degenza non serve, o serve solo a spostare i riflettori mediatici su un problema gravissimo». Ed ecco che arriva l'attacco dei sindacati: «Nel Pronto soccorso così come nei reparti il personale non è numericamente adeguato, non vi sono gli spazi previsti (non c’è il campanello, ossigeno, monitor, prese di servizio, comodino, armadio, lenzuola cuscino reggi flebo ecc) e gli spazi dovuti alle manovre assistenziali (anche in riferimento alle norme di evacuazione per terremoti o incidenti) e per le manovre d’urgenza in caso di arresto cardiaco o respiratorio dei pazienti. Peraltro nei casi di cadute accidentali le barelle costituiscono un aggravante penalmente rilevante ed oltremodo in casi di incidenti (cadute dalle barelle) le colpe penali in vigilando e/o gli episodi di violenza (sugli operatori) ricadono solo sul personale in servizio medici ed infermieri». «A tal proposito sarebbe interessante per dette criticità (che determinano dei seri risvolti giuridici di natura penale e civile sull’azienda e sul personale richiedere un illuminato parere alla funzione del Risk Managment, così come è bene chiedere alla direzione sanitaria ed a quella Strategica Aziendale se abbiano redatto il “Documento di Valutazione dei Rischi” o “DVR” che è un obbligo imprescindibile del Direttore Sanitario. Ci sentiamo di supportare la sommessa protesta degli operatori (che nasce dalla volontà di tutelare l'incolumita del paziente) e che non possono passare per disfattisti o quelli che non vogliono accettano le innovazioni quando il loro obiettivo principale è garantire la sicurezza assistenziale che il protocollo sulle barelle non garantisce».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.