Torna la paura in merito alla purezza delle acque stabiesi. A destare scalpore stavolta sono alcuni residui biancastri rinvenuti sul fondo delle bottiglie riempite con l'acqua acidula, la cui mescita avviene quotidianamente presso la fonte situata nel rione Acqua della Madonna. Molti cittadini hanno segnalato la presenza di una sostanza di colore chiaro che si deposita sul fondo dei recipienti, temendo possa trattarsi di un fattore di contaminazione che va ad alterare la purezza dell'acqua. Nei giorni scorsi, tuttavia, proprio la fonte dell'acqua acidula era stato oggetto di un divieto di mescita in virtù delle analisi microbiologiche che il laboratorio incaricato ha effettuato per verificare se fossero presenti componenti di alterazione. Dopo una settimana, in realtà, il laboratorio ha dato l'ok, non ravvisando alcun tipo di contaminazione, ragion per cui la vicenda relativa ai residui biancastri appare quanto mai curiosa. La risposta potrebbe essere individuata nella composizione chimica dell'acqua acidula, un'acqua bicarbonato calcica ipotonica, particolarmente indicata per gastriti, diabete, calcolosi renale, infiammazione delle vie urinarie, cattiva digestione e dispepsia. La carenza di piogge durante l'estate, pertanto, avrebbe influito sulle percentuali degli elementi chimici all'interno dell'acqua, generando un piccolo deposito di calcio non disciolto in soluzione. In attesa di ricevere ulteriori chiarimenti, tuttavia, i cittadini si interrogano sulla qualità delle acque minerali stabiesi, temendo di rivivere l'incubo che caratterizzò appena tre anni fa l'acqua della Madonna, per la quale fu imposto il divieto di mescita a causa della scarsa manutenzione delle condutture che aveva alterato la purezza della fonte. Ma non è escluso che in questo caso tutto possa essere ricondotto esclusivamente alla siccità che ha impedito il ricambio necessario per il filtraggio delle acque, dissolvendo i dubbi in una bolla di sapone.
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