Tornano questa notte "Fratiell e surell" a Castellammare di Stabia. Dalle prime ore del mattino, in tutti i quartieri della città gli stabiesi saranno risvegliati dalle voci votive che inviteranno tutti al Rosario per l'Immacolata. Parte quindi domani il cammino verso l'8 dicembre, la festa religiosa più sentita nella città delle acque. Un racconto a metà tra realtà e leggenda che si tramanda di generazione in generazione. Secondo quanto si racconta, durante una notte tempestosa un gruppo di marinai fu travolto dalle onde del mare. Un navigante chiese quindi l'aiuto della Madonna vedendo subito dopo una luce perdendo poi i sensi. Al suo miracoloso risveglio sulle rive stabiesi, l'uomo si rivolse alla gente del posto, ancora intontito, raccontando la storia del suo naufragio e rivolgendosi ai “Fratielle e Surelle” affinché insieme andassero a diffondere il rosario alla Madonna. Sulla spiaggia per l'occasione fu acceso un grande fuoco per riscaldare il marinaio infreddolito, un evento che ha dato origine alla tradizione dei falò dell'Immacolata.
Ma da qualche anno "Fratiell e surell" generano anche polemiche infinite. Alcuni stabiesi infatti non gradiscono i petardi che vengono esplosi in piena notte a corredo delle voci votive. Un'attività che provoca paura fra bambini e animali e che interromope il sonno di molti. «Siamo legati alla tradizione - spiegano alcuni - ma non per questo bisogna espoldere petardi. Ritorniamo alle abitudini di un tempo: si alle voci, no ai botti. Non si deve far passare la delinquenza per tradizione». Inevitabilmente le discussioni fra i pro e i contro animeranno anche le prossime ore e i prossimi giorni fino alla notte dei falò, del prossimo 8 dicembre.
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