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Castellammare - Processo Sigfrido, duro colpo ai D'Alessandro: 22 anni di carcere per due boss di Scanzano

Luigi D’Alessandro e Antonio Elefante sono stati condannati a 10 e 12 anni. Per l’Antimafia sono stati i reggenti del clan negli anni Novanta

tempo di lettura: 2 min
di Gennaro Esposito
11/04/2018 15:41:38
Castellammare - Processo Sigfrido, duro colpo ai D'Alessandro: 22 anni di carcere per due boss di Scanzano

10 anni a Luigi D’Alessandro, 12 anni a Antonio Elefante. Si conclude così il primo filone del processo Sigfrido che vede alla sbarra diversi esponenti di spicco del clan D’Alessandro da sempre operante a Castellammare di Stabia. Il verdetto è arrivato ieri dalla Corte d’Appello di Napoli ed ha colpito due reggenti della cosca di Scanzano. D'Alessandro ed Elefante sono accusati di aver tenuto le redini del clan alla fine degli ani ’90 e di aver provato a incunearsi all’interno della pubblica amministrazione facendo pressione per ottenere autorizzazioni e documenti pubblici. Inoltre, secondo quanto raccolto dai giudici, sono stati anche capaci di ostacolare le votazioni che si sono ripetute nel comprensorio stabiese indirizzando voti verso i candidati espressione del clan.

Sigfrido - L’operazione Sigfrido venne condotta agli inizi degli anni 2000 dall’Antimafia che provò a decapitare il clan stabiese. Purtroppo, nonostante l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine, il processo ha subito numerosi scossoni. Le condanne arrivarono per tutti i componenti della cosca di Scanzano in primo grado ma a causa di un cavillo giuridico, la Cassazione annullò tutti i verdetti nel 2010. Infatti, come fatto notare dagli avvocati della difesa, il giudice per l’udienza preliminare non aveva la competenza territoriale. Essendo nel periodo della riforma penale, il processo ripartì da zero. E si arrivati, così, fino ai primi verdetti di ieri pomeriggio.

D'Alessandro ed Elefante - Luigi D’Alessandro e Antonio Elefante, alla fine degli anni ’90, erano tra le personalità più influenti della cosca stabiese. Luigi, inoltre, è anche il figlio del fondatore, Michele D’Alessandro che per anni ha seminato il panico in città. Nella seconda ondata del processo Sigfrido, in programma l’autunno prossimo, sarà giudicato anche Pasquale D’Alessandro, un altro dei fratelli scanzanesi, in compagnia di altri 16 imputati. Sarà una corsa contro il tempo per evitare la prescrizione.

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