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Castellammare - Prestiti a tassi usurai e minacce di morte, madre e figlia arrestate

Tre le vittime accertate dai carabinieri che erano finite nel mirino delle due donne.

tempo di lettura: 2 min
26/02/2020 13:00:46
Castellammare - Prestiti a tassi usurai e minacce di morte, madre e figlia arrestate

Immagine dal web non collegata alla notizia

Questa mattina a Castellammare di Stabia i Carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare - emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta di della locale Procura della Repubblica - nei confronti di due indagate, rispettivamente madre e figlia, ritenute responsabili la prima di usura e in concorso tra loro di tentata estorsione.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e condotta dai Carabinieri del citato Reparto, ha avuto origine dalle denunce sporte, nel novembre del 2017, da due donne che, alcuni anni prima, avevano richiesto un prestito ad una delle indagate e che, vessate dalle continue richieste delle indagate e trovatesi in ristrettezze economiche, non erano più in grado di provvedere ai pagamento.

Il complesso delle attività d'indagine, condotte mediante la meticolosa acquisizione della denuncia da parte delle vittime, l’escussione di testimoni, le individuazioni fotografiche, i sequestri di appunti manoscritti e le attività tecniche, ha consentito di documentare la consumazione del reato di usura, ad opera della madre, ai danni di una prima vittima alla quale era stata elargita la somma di € 15.000 ed era stata richiesta la restituzione della somma di € 30.000 (dei quali venivano effettivamente restituiti € 18.900) in rate mensili di € 650. Una seconda vittima alla quale era stata elargita la somma di € 10.000 ed era stata richiesta la restituzione della somma di € 20.000 (dei quali venivano effettivamente restituiti € 10.000) in rate mensili di € 500. In tale circostanza si appurava che l'indagata si era altresì fatta promettere dalla vittima la somma di ulteriori € 100,00 ogni qualvolta questa avesse omesso il pagamento della rata mensile. Inoltre, a fronte del mancato pagamento di una rata mensile, l'indagata aveva accordato una diminuzione della rata (da € 500 a € 400) con la previsione che tale sconto avrebbe fatto aumentare la somma totale da restituire di euro 4.000 (che cosi sarebbe passata da € 20.000 a € 24.000).

Una terza vittima (figlia della seconda) alla quale era stata elargita la somma di € 1.000 ed era stata richiesta la restituzione della somma di € 2.000 (dei quali venivano effettivamente restituiti solo € 600) in rate mensili di € 200.

I militari dell’arma hanno poi documentato un tentativo  di  estorsione  posto  in  essere  dalla  principale  indagata  e  dalla   figlia,   con   l’intento   di recuperare le mensilità non pagate da due delle tre vittime sopra citate, ne1 corso del quale queste erano state minacciate di morte.

Al termine delle formalità di rito la madre, a cui è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere, è stata associata alla casa circondariale femminile di Pozzuoli mentre la figlia, destinataria degli arresti domiciliari, è stata rispetta presso la propria abitazione.

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