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Castellammare - Pizzo di Natale più caro, aumenti da 500 a 1500 euro per commercianti e imprenditori

Nonostante l’operazione “Olimpo” abbia scoperchiato un sistema di tangenti ed intimidazioni ai danni di commercianti ed imprenditori dell’area stabiese, la losca pratica del pizzo sembra non arrestarsi.

tempo di lettura: 2 min
di sr
23/12/2018 08:57:10
Castellammare - Pizzo di Natale più caro, aumenti da 500 a 1500 euro per commercianti e imprenditori

Immagine dal web non associata alla notizia

Nonostante l’operazione “Olimpo” abbia scoperchiato un sistema di tangenti ed intimidazioni ai danni di commercianti ed imprenditori dell’area stabiese, la losca pratica del pizzo sembra non arrestarsi. E con il Natale si registrerebbero anche aumento del 20% sulle “tariffe base”.

I clan impongono le proprie leggi, con il pagamento della tassa straordinaria imposta a commercianti e imprenditori in questo periodo dell'anno. Le segnalazioni anonime sono già cominciate e, per questo motivo, le forze dell'ordine hanno deciso di aumentare l'attenzione su questo fenomeno. Purtroppo di denunce vere e proprie non ce ne sono. Ad ogni modo carabinieri, polizia e guardia di finanza sono scesi in campo per provare a limitare questo fenomeno. Un'attività estorsiva che, come emerso anche dalle dichiarazioni rese dai pentiti all'Antimafia, sembrerebbe ancora molto fiorente a Castellammare, con maxi - tangenti da 500mila euro imposte per la semplice acquisizione di un albergo, o per lavori edilizi vari.

Tornando invece al "pizzo di Natale" - come riporta anche il quotidiano "cronache di Napoli" - il versamento mensile sarebbe maggiorato del 20% circa, rispetto a quanto normalmente richiesto negli altri mesi. Percentuale che, tradotta in soldi, si accosterebbe a 300 euro in più per i negozi più piccoli. Per quelli più grandi, invece, si arriva anche a 1500 euro. Somme che non sempre sono nella disponibilità dei negozianti. Diverso il discorso per gli imprenditori. In questo caso la sovrattassa varierebbe addirittura dai 500 ai 1000 euro. Il "contributo" da versare nelle casse dei clan tornerebbe “normale” soltanto dal mese di gennaio. Tanti sarebbero tuttavia i commercianti in difficoltà, visto anche il perenne periodo di crisi economica che interessa anche l'area stabiese. Fatto sta che "il pizzo", insieme allo spaccio di sostanze stupefacenti, resta ancora una delle principali entrate economiche della malavita locale.

Nelle prossime settimane dunque le forze dell’ online hanno deciso di alzare il tiro per far fronte a quest'emergenza. Sarà controllato l'intero territorio con maggiore attenzione, dove è ancora forte la presenza del clan D'Alessandro, cercando anche di squarciare il silenzio che, da anni ormai, rende più difficili le indagini. E le attenzioni saranno concentrate anche sul rione Ponte Persica, al confine con Pompei e feudo del clan Cesarano, oltre ovviamente ai comuni dei monti Lattari. dove a gestire gli affari illeciti è la cosca degli Afeltra - Di Martino.

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