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Castellammare - Nonostante i divieti, i datteri di mare impreziosiscono le cene degli stabiesi. A vincere è il mercato nero

Foto e storie sui social come se nulla fosse: anche quest'anno i datteri sono stati "regalati" ad alcune famiglie stabiesi

tempo di lettura: 2 min
di Gennaro Esposito
26/12/2018 10:45:03
Castellammare - Nonostante i divieti, i datteri di mare impreziosiscono le cene degli stabiesi. A vincere è il mercato nero

La guerra ai datterari è tutt'altro che conclusa. I tanti sequestri della guardia costiera non sono serviti a bloccare il mercato nero in occasione del cenone di Natale quando, decine di famiglie, hanno gustato il prezioso mollusco. A rendere più surreale il tutto sono le foto e le storie pubblicate sui social, senza preoccuparsi della legge e del divieto assoluto di vendita. Anche questo è il Natale di Castellammare. La guardia costiera, inevitabilmente, aumenterà i controlli nelle prossime ore soprattutto per prevenire eventuali problemi in occasione di Capodanno, quando si rischia di ripetere lo stesso copione del 24 dicembre.

I datteri non possono essere venduti alla luce del sole, per legge. Nonostante ciò, molte pescherie li consegnano ai clienti di fiducia, ma anche ai ristoranti, a prezzi elevatissimi: per questo motivo ad usufruirne spesso sono solo gli stabiesi benestanti. Possono costare anche più di 50 euro al kg ed è chiaro che a guadagnarci è soprattutto il mercato nero, in alcuni casi gestito anche dalla criminalità. Le denunce, i sequestri, i servizi televesivi non sono serviti a far capire la pericolosità del dattero di mare che continua ad essere pescato come se nulla fosse. Oggi usufruire del dattero è anche sinonimo di importanza: spesso il mollusco viene usato come "regalo" di Natale verso gli affiliati dei clan di Castellammare che impreziosiscono le proprie tavole. E che non hanno paura di mostrarlo al mondo del web.

Perchè la vendita è vietata? I datterari sono costretti a bombardare la costa stabiese e sorrentina per poter godere del dattero. Questo provoca un danno irreversibile all'ecosistema e ai fondali marini che vengono attaccati in tutti i modi dai pescatori. Le zone preferite dai pescatori illegali sono quelle fra Castellammare e Meta di Sorrento, dove spesso ci sono state le maxi operazioni della guardia costiera.

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