Non solo una baraccopoli. All’interno del parco delle Nuove Terme di Stabia c’è anche dell’altro, a cominciare dall’amianto. E’ la scoperta fatta ieri dagli agenti della polizia Municipale di Castellammare di Stabia che si è recata al solaro per verificare quanto denunciato sui social nella giornata di domenica.
I caschi bianchi stabiesi, agli ordini del comandante Alfonso Mercurio, appena giunti all’ingresso delle Terme hanno immediatamente verificato che le catene che tenevano chiusi i cancelli erano state rotte. Per cui era facile per chiunque entrare all’interno del complesso termale. Una volta entrati, si sono subito accordi della presenza di diversi tubi di amianto abbandonati tra i vialetti del parco. Una volta giunti dove invece era stata segnalato il recinto abusivo, è stato subito chiaro che fosse stato costruito con porte e finestre di villa Ersilia. Una struttura completamente ristrutturata 10 anni fa con una spesa di oltre 900mila euro ed oggi ridotta a rudere.
Come detto, l’ingresso delle antiche Terme era da tempo ormai “libero”. Per questo, considerando anche quanto ritrovato all’interno, è stato facile ipotizzare che nel corso del tempo in tanti vi siano entrati. Chi per una semplice scampagnata, chi per scaricare rifiuti, chi per semplice curiosità. Insomma, un luogo abbandonato alla mercé di chiunque, anche per commettere reati.
L’amministrazione comunale correrà ora ai ripari, Innanzitutto ripristinando la chiusura dei cancelli. Quindi, come chiesto dal sindaco Cimmino, prevedendo un servigio di vigilanza che garantisca la struttura da nuove intrusione. Il pericolo però è che, come per l’ex casa del fascio, si spendano soldi pubblici per salvaguardare una struttura ormai abbandonata e per la quale non c’è ancora nessuna idea di progetto per il suo rilancio.
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