«Addio fratello». Questa la frase più ricorrente postata sul profilo facebook dagli amici di Sebastiano Petrucci, il 18enne di Agerola che ieri sera è morto all’ospedale di Castellammare di Stabia per sospetta meningite.
Il ragazzo era giunto al pronto soccorso del San Leonardo con febbre altissima e macchie su tutto il corpo. Sebastiano è stato subito sottoposto ad alcuni accertamenti del caso, ma la situazione è precipitata in brevissimo tempo. Le sue condizioni sono peggiorate e nel giro di qualche ore è deceduto. Immediato è scattato l’allarma sicurezza all’interno dei reparti dell’ospedale in cui il 18enne era stato soccorso. Amici, parenti, medici ed infermieri che erano stati a contatto con lui sono stati sottoposti a profilassi, mentre il pronto soccorso è stato chiuso per circa 4 ore onde consentire la sanificazione del reparto.
Intanto il sindaco di Agerola, Luca Mascolo, ha invitato tutti i suoi concittadini che sono stati in contatto con Sebastiano negli ultimi giorni a sottoporsi a visite e profilassi specifiche per la meningite. Tra le prime a raccogliere l’appello, presa anche dalla paura, è stata una ragazza di Agerola che in tarda serata si è recata proprio al San Leonardo riferendo di essere stata insieme a Sebastiano lunedì. «Ho la febbre, voglio farmi controllare» ha detto ai medici. Insieme con altri amici era stata con Sebastiano la sera di Santo Stefano a giocare a carte. In quel momento il Pronto Soccorso è chiuso e la ragazza è stata quindi trasferita al De Luca e Rossano di Vico Equense, ma i primi accertamenti effettuati nel presidio della penisola sembrano escludere qualsiasi tipo d’infezione. Anche le ambulanze del 118, nel frangente in cui il nosocomio stabiese era off-limits, sono state tutte dirottate agli ospedali di Vico Equense e Boscotrecase.
Grande il dolore dei familiari di Sebastiano che ancora non possono credere a quello che è accaduto. Il padre ha raccontato come appena il giorno prima suo figlia era andato a correre, stava bene. Poi l’improvvisa febbre alta, poi altissima. Le prime visite poi la corsa al San Leonardo.
Ora si cerca di capire come Sebastiano abbiamo potuto contrarre l’infezione. Solo due giorni prima, il 26 dicembre, a Roma è deceduta un’insegnante di 50 anni. All’inizio anche per lei si era ipotizzata una meningite infettiva. Le analisi poi hanno appurato che a provocare il decesso della donna era stata una meningite scatenata dal batterio dell‘Escherichia coli. Anche in questo caso il decesso ha fatto scattare immediatamente il piano di profilassi per la classe nella quale insegnava, la scuola Cesare Battisti del quartiere Garbatella.
Ovviamente la morte di Sebastiano sta creando apprensione nella popolazione, non solo ad Agerola, ma in tutto l’hinterland. Proprio in questi giorni si sta assistendo ad un picco influenzale ed è facile per questo ipotizzare che in molti ora ricorreranno spesso a visite accurate all’ospedale per scongiurare un’infezione da meningite.
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