La morte di Rosa, la 67enne di Torre del Greco deceduta sabato al 'San Leonardo' dopo l'operazione al 'Maresca' per un ascesso all'inguine, ha spinto i pm di Torre Annunziata ad aprire un'inchiesta sul caso. Da valutare la posizione di 17 sanitari in tutto: un atto dovuto, anche se l'ipotesi di reato parla di omicidio colposo.
Contrariamente a quanto emerso nelle scorse ore, però, la versione della 'dimenticanza' di un pezzo di garza nella gamba della donna è stata respinta con forza dai vertici sanitari stabiesi: "Non vi è stata alcuna negligenza di questo tipo - sostengono fonti interne all'ospedale -. La garza è stata applicata come da protocollo terapeutico in questo tipo di interventi".
La spiegazione poi è entrata nel merito dei dettagli tecnici: "Quando si drena un ascesso, dopo incisione cutanea e detersione della cavita si inserisce in situ una garza imbevuta di disinfettante che serve a far drenare il pus. Ovviamente va cambiata ciclicamente. L'ascesso cutaneo rappresenta una raccolta localizzata di pus e può presentarsi su qualsiasi superficie della pelle. La sintomatologia è costituita dal dolore e da un rigonfiamento dolente o fluttuante. La diagnosi è solitamente evidente all'esame obiettivo".
Nulla di diverso dalla prassi, secondo quanto affermato da un sanitario di alto rango: "Nessuna infezione causata dalla garza. La signora aveva un ascesso che è stato drenato". Le voci di malasanità circolate con insistenza nelle ultime ore sarebbero dunque mere speculazioni: "Il dolore pienamente condivisibile dei familiari può aver dato luogo a conclusioni affrettate. Stiamo effettuando un'indagine interna a caccia di eventuali errori. Ma è bene sottolinearlo, la garza non era stata dimenticata".
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