Alle falde del Monte Faito esiste un sistema di briglie e vasche di laminazione realizzato in epoca borbonica con l'obiettivo di rallentare e contenere il deflusso delle acque provenienti dai versanti della montagna, limitando il trasporto verso valle di fango e detriti.
Un sistema di opere idrauliche che, soprattutto in occasione di precipitazioni intense, può assumere un ruolo importante nella gestione delle acque e nella riduzione dei fenomeni di ruscellamento e trasporto di materiale.
È proprio sulle condizioni di una delle vasche che arriva la segnalazione di un cittadino, accompagnata da alcune fotografie. L'ultima vasca di laminazione, secondo quanto riferito, dovrebbe essere libera per poter accogliere il materiale trasportato dalle acque. Invece, appare completamente occupata da detriti.
La vasca completamente piena
«La prima foto ritrae l'ultima vasca di laminazione, dovrebbe essere vuota, alta più di due metri», racconta il cittadino. «Ecco, è totalmente piena di detriti».
La presenza di una consistente quantità di materiale all'interno della vasca solleva quindi interrogativi sulla sua effettiva capacità di svolgere la funzione per la quale è stata realizzata. Una vasca già colma di terra, fango e detriti dispone infatti di uno spazio di accumulo inevitabilmente ridotto nel momento in cui dovesse verificarsi un significativo afflusso d'acqua.
La segnalazione non attribuisce responsabilità specifiche, ma pone una domanda agli enti competenti sulla manutenzione ordinaria delle opere.
«È così difficile programmare la pulizia?»
Il quesito posto dal cittadino è semplice: «Da semplice cittadino mi domando se sia veramente così difficile calendarizzare interventi di pulizia ordinaria?».
Una domanda che richiama l'attenzione sulla necessità di verificare periodicamente lo stato delle vasche e delle briglie, soprattutto in vista dei periodi caratterizzati da maggiore rischio di precipitazioni intense.
La segnalazione riporta dunque al centro dell'attenzione non soltanto le condizioni dell'opera immortalata nelle fotografie, ma più in generale la manutenzione del sistema di regimazione delle acque alle falde del Monte Faito. Prima di eventuali nuove ondate di maltempo, il tema è quello della capacità delle opere esistenti di svolgere pienamente la loro funzione di contenimento e rallentamento dei flussi.
L'analisi di De Giorgio. «Pareggio giusto. Non possiamo sempre attendere uno schiaffo, soprattutto in casa dobbiamo osare di più»