Partecipazione, ascolto, confronto sincero. È stata una serata intensa quella vissuta, giovedì 28 maggio, a “I Mori” di Castellammare di Stabia. Giovani provenienti da diversi comuni del territorio si sono ritrovati per dare voce a domande, paure e speranze legate al proprio futuro.
“Io non vogli’ i ’America”, l’iniziativa promossa dall’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia insieme ai Forum dei Giovani del territorio, ha acceso i riflettori su un tema che tocca profondamente le nuove generazioni: il lavoro, la dignità, la possibilità di restare.
Il tema dell’incontro “La dignità del lavoro, lievito di giustizia”, non è rimasto soltanto uno slogan, ma si è trasformato in una riflessione collettiva sul senso di appartenenza, sulla giustizia e la pace sociale, condizioni che nascono solo quando un territorio riesce a garantire opportunità, diritti e prospettive ai propri giovani. Per tutta la serata è risuonata una domanda semplice: quali condizioni possiamo creare affinché i ragazzi e le ragazze della nostra terra possano scegliere di restare?
A introdurre il confronto sono stati Gianfranco Peluso, dottore di ricerca in diritto del lavoro dell’Università Federico II, e Gianlivio Fasciano, avvocato giuslavorista, che hanno offerto strumenti di lettura sul mondo del lavoro, sui diritti e sulle difficoltà che oggi i giovani incontrano nel costruire il proprio percorso professionale.
Il dibattito si è poi aperto ai giovani presenti. Sono emerse storie personali, emozioni profonde e sentimenti spesso contrastanti. C’è chi ha parlato della sfiducia verso un sistema che sembra non lasciare spazio, chi ha raccontato la fatica di immaginare il proprio futuro qui, e chi invece ha espresso con forza l’amore per questa terra, un senso di attaccamento alle sue radici.
Un amore che però convive con una paura concreta: quella di dover partire. Perché i numeri dell’emigrazione giovanile continuano a crescere e spaventano. E allora il desiderio di restare rischia troppo spesso di scontrarsi con la mancanza di opportunità reali. È proprio da questa ferita, condivisa da molti, che è nato il bisogno di confrontarsi e di immaginare insieme nuove possibilità.
A chiudere l’incontro è stato Monsignor Francesco Alfano, Arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, che ha invitato i giovani a non arrendersi alla rassegnazione: “Non sciupate il vostro tempo, la vostra vita. Non correte il rischio di lamentarvi senza agire o rendervi conto di quanto accade. La vera sfida è diventare consapevoli, assumersi delle responsabilità. Stasera qualcosa di bello si è già realizzato, non fermatevi, continuate ad incontrarvi e ad avere momenti di crescita e confronto”.
E forse il senso più autentico della serata è stato proprio questo: creare uno spazio in cui sentirsi meno soli, ritrovare fiducia nel dialogo, immaginare insieme nuove possibilità. Ma soprattutto capire che il futuro di un territorio, passa inevitabilmente dalla capacità di ascoltare i suoi giovani e costruire con loro nuove strade possibili.
L’iniziativa si è conclusa in un clima di condivisione e leggerezza, con un momento conviviale accompagnato da un aperitivo e tanta musica.
«Gestione arbitrale imbarazzante, al ritorno mi auguro di vedere un arbitraggio equo»