Emergono dettagli contrastanti e inquietanti riguardo al caso che sta scuotendo l’istituto Salvati di Castellammare. L’aggressione alla docente da parte delle mamme, accusata di molestie su minori, si tinge ogni giorno di nuovi dettagli discrepanti tra loro non permettendo di chiarire cosa sia realmente successo in quella scuola.
Le prime contraddizioni, emerse nella trasmissione Ore 14 di Rai 2, riguarderebbero proprio l’istituto che attraverso la vicepreside ha dichiarato che “la scuola non era stata informata”, aggiungendo. “Io non sapevo nulla e non mi era arrivata la denuncia delle mamme”. Tuttavia, questa affermazione viene messa in discussione dalle stesse madri, che affermano di aver discusso in precedenza della questione con lei.
A complicare ulteriormente il quadro, e allargare il giallo, un audio inviato dalla docente alla stessa vicepreside il giorno prima dell’aggressione, dimostra che almeno una parte dei fatti fosse a conoscenza della professoressa. “Questo è l’ultimo anno che faccio in questa scuola, non so neanche se arrivo alla fine dell’anno – si ascolta nell’audio - Io non voglio lavorare più così. Per aver dato un po’ di amicizia a questi ragazzi, mi trovo nei guai”. Nello stesso messaggio, la professoressa si diceva anche pronta a denunciare le voci sul suo conto: “Io non ho problemi a denunciare, né minorenni né maggiorenni. Le calunnie sono denunciabili. Io così non ci lavoro più, perché questo non è lavorare, ma essere nell’inferno”.
Ci sono poi altri messaggi inviati dalla stessa insegnante a una terza persona che confermerebbero, inoltre, che prima dell’aggressione la vicepreside avrebbe parlato con i genitori e ascoltato gli audio delle minacce. La docente, nella chat, sostiene inoltre di aver già inviato relazioni alla dirigente scolastica riguardanti la sua situazione molto tesa nell’istituto. Tutto questo smentirebbe la direzione scolastica, che si è dichiarata all’oscuro di tutto.
Gli investigatori stanno prendendo in considerazione diversi elementi, a cominciare dai contenuti dei telefonini e le testimonianze delle parti in causa, senza escludere alcun esito alle indagini. Se da un lato c’è l’accusa dei genitori delle molestie sui bambini da parte della professoressa avvalorata, secondo quanto raccontato dall’avvocato delle famiglie Antonio De Martino, da alcune chat compromettenti. Dall’altro lato ci sarebbe un racconto parallelo di una possibile vendetta da parte degli alunni nei confronti della docente. Due giorni prima dell’aggressione, a quanto sembra, un alunno era stato sospeso perché sorpreso a fumare nei bagni dalla stessa insegnante e al vaglio c’è l’ipotesi che le accuse contro possano essere una vendetta per quella punizione, dato che il ragazzo sospeso figura nella chat incriminata.
A rafforzare questa pista, ci sarebbe un presunto attacco hacker subito dall’insegnante, come un hackeraggio del suo account mesi fa. Gli inquirenti non escludono che la chat, che coinvolge sei studenti, possa essere stata manipolata. Nei file audio, infatti, si sente una voce femminile non ancora identificata.
Nel frattempo, l’insegnante non si è più presentata a scuola e potrebbe decidere di rinunciare all’incarico, travolta dagli eventi. Le madri degli studenti hanno richiesto il suo allontanamento definitivo, mentre gli ispettori del Ministero dell’Istruzione stanno ascoltando docenti e collaboratori scolastici per fare luce sulla vicenda.
La situazione resta tesa, con numerosi punti da chiarire e una comunità scolastica divisa tra accuse e difese.
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