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Castellammare - Mercato ittico, scommesse e bar: affari gestiti dal clan

L'ultima inchiesta della Procura di Torre Annunziata ha messo nel mirino i ras del clan di Scanzano ma anche la lunga serie di fiancheggiatori ai quali vengono intestate le attività commerciali con le quali fare riciclaggio.

tempo di lettura: 2 min
di genesp
14/07/2022 13:53:04
Castellammare - Mercato ittico, scommesse e bar: affari gestiti dal clan

La mano dei D'Alessandro dietro il mercato ittico, agenzie di scommesse e attività commerciali. L'ultima inchiesta della Procura di Torre Annunziata ha messo nel mirino i ras del clan di Scanzano ma anche la lunga serie di fiancheggiatori ai quali vengono intestate le attività commerciali con le quali fare riciclaggio. In particolare l'operazione della magistratura ieri ha colpito Ettore Spagnuolo, già detenuto, Marco De Rosa e Nunzio Girace (cognato di Michele D'Alessandro) i quali avrebbero imposto ad un imprenditore ittico l'acquisto di prodotti dalle proprie attività arrivando anche ad aggredirlo fisicamente. Un modus operandi che veniva portato avanti in tutto il comprensorio stabiese fra la fine del 2019 e i primi mesi del 2020, nonostante il lockdown per il Covid. Il clan D'Alessandro riforniva diverse pescherie alcune delle quali erano intestate a persone vicine alla famiglia, come nel caso di un locale in piazza Spartaco, al centro di Castellammare. Ma facevano parte della rete di Scanzano un bar in villa comunale, un'agenzia di scommesse in piazza Giovanni XXIII e numerose altre pescherie. I titolari, in qualche modo riconducibili al clan, sono tutti indagati a piede libero e non si escludono ulteriori accelerate alle indagini nelle prossime ore. Ma il vero business della famiglia D'Alessandro erano e sono le estorsioni grazie alle quali controllano il commercio stabiese incapace di poter lavorare senza la pressione del clan. La denuncia resta l'unica arma considerato che la magistratura ha da tempo avviato una decisa attività di contrasto alla criminalità nel territorio stabiese. I nomi degli estorsori si conoscono, sono costantemente colpiti da arresti e ricompaiono a distanza di mesi nelle carte della Procura a seguito delle inchieste. Su questo insistono le forze dell'ordine che chiedono maggiore collaborazione ai cittadini per sconfiggere il nemico in comune. E sulla stessa lunghezza d'onda anche il sindacato di polizia Coisp che nella giornata di ieri ha ribadito la necessità di attuare condanne più dure nei confronti degli esponenti della criminalità considerato che si "arrestano sempre gli stessi". Il clan D'Alessandro, tuttavia, resta egemone nel territorio stabiese e rischia di riorganizzarsi dopo le pericolose scarcerazioni eccellenti degli ultimi mesi. Ma la pressione della magistratura è forte: la guerra alla camorra è solo alle prime battute.

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