Dopo circa 20 anni Maria di Stabia riprende il progetto di sviluppo dell’area di Corso Alcide De Gasperi presentando una proposta di variante alle “Opere a Terra”, una volta concluse con i relativi collaudi, le attività connesse alla realizzazione di tutte le Opere a mare.
E’ stato presentato quindi un dettagliato progetto che, partendo dallo stato dei luoghi e dalle opere inizialmente previste, ne propone una variante attualizzata al contesto attuale, mutato rispetto a quello di 20 anni fa.
L’iter previsto. Si tratta di un vero e proprio intervento di rigenerazione urbana che, comportando variante allo strumento urbanistico, deve essere approvato attraverso il modulo dell’Accordo di Programma che in Regione Campania, è noto, riguarda non solo le opere pubbliche ma anche quelle di interesse pubblico ad iniziativa privata. L’accordo di programma attesa la complessità dell’intervento dovrà essere preceduto da una Conferenza Preliminare nel corso della quale, muovendo da uno studio di fattibilità tecnica ed economica dell’opera, vengano individuate, da parte degli Enti competenti, tutte le condizioni per ottenere sul progetto definitivo i necessari pareri, intese, concerti, nulla-osta o atti di assenso. Sulla base dei pareri acquisiti, quindi, dovrà essere redatto un progetto definitivo che, a sua volta, formerà oggetto di una Conferenza simultanea cui parteciperanno tutte le Autorità competenti. Una volta conclusa positivamente la Conferenza simultanea si procederà alla stipula dell’accordo di programma che dovrà essere approvato dalla Amministrazione cui compete la variante urbanistica e ratificata dal Consiglio comunale entro trenta giorni.
La Variante. Come già ricordato, sono trascorsi circa 20 anni da quando il progetto per le “Opere a terra” è stato concepito. Da allora – secondo i progettisti - , si può legittimamente affermare che sono cambiate molte cose come scenario generale. “Per questa ragione una serie di funzioni immaginate all’epoca come possibili servizi e attrezzature, dal cinema multisala allo Sport Center, dal mall al youth center, ecc., non appaiono più attuali, attrattive ed in grado di generare ritorni economici a fronte degli investimenti necessari per la loro realizzazione” si legge nel documento. “Mentre altre destinazioni previste possono essere riconfermate, come nel caso delle strutture ricettive, l’Hotel, ovvero il Parco Commerciale, è necessario introdurre ulteriori funzioni sostitutive di quelle eliminate, compatibili sia con un piano di sostenibilità economico-finanziaria che dal punto di vista dell’equilibrio urbanistico-architettonico dell’intervento a farsi, nell’ottica della rigenerazione urbana, e dunque sotto l’aspetto tipologico, morfologico, dei caratteri distributivi e linguistici delle nuove volumetrie”.
La soluzione prescelta è stata di associare, alle due principali destinazioni funzionali riconfermate della precedente versione progettuale, il Polo ricettivo e quello commerciale, una terza area, prevalentemente votata all’insediamento residenziale, ma con un fronte urbano caratterizzato, per i primi due livelli, dalla presenza di spazi destinati al commercio di vicinato e, al di sopra, ad uffici e attività terziarie. In particolare, la scelta di destinare una parte delle aree a residenze, garantirà una presenza di popolazione, nell’arco di tempo dell’intera giornata ovvero durante tutte le stagioni dell’anno, evitando il rischio che, diversamente, l’utilizzazione dello spazio per funzioni specifiche, possa condurre ad una vivibilità di questa parte di città legata soltanto ad alcune ore o periodi particolari. Con tutte le problematiche, anche in ordine a questioni di sicurezza, ben note”.
Nei prossimi giorni illustreremo i progetti previsti per la mobilità e le altre proposte.
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