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Castellammare - L'usura fra gli affari dei D'Alessandro: vittime costrette a pagare anche 450mila euro

E' quanto emerge dall'inchiesta Tsunami che coinvolge i principali esponenti della cosca di Scanzano

tempo di lettura: 1 min
di Gennaro Esposito
10/07/2019 12:17:03
Castellammare - L'usura fra gli affari dei D'Alessandro: vittime costrette a pagare anche 450mila euro

Operai, piccoli imprenditori ma anche disoccupati. Insomma, semplici cittadini. Sono decine gli stabiesi vittime dell'usura del clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia. Il business, gestito dai più stretti collaboratori di Vincenzo D'Alessandro, boss al momento in libertà, garantiva alla cosca di Scanzano introiti per migliaia di euro. E' quanto emerge all'interno delle oltre 1500 pagine dell'inchiesta Tsunami che punta a decapitare il clan fondato da Michele D'Alessandro e che da anni controlla l'intera città delle acque. Non solo estorsioni quindi ma anche usura ai danni degli stabiesi vittime delle prepotenze dell'associazione criminale. Gli affiliati imponevano tassi salatissimi alle povere vittime che spesso non riuscivano a saldare il debito con il proprio usuraio dovendo temere ripercussioni personali e materiali. Ad inchiodare Vincenzo D'Alessandro e i suoi collaboratori sono le intercettazioni ambientali raccolte dai carabinieri nel corso degli anni e che hanno permesso di ricostruire tutti gli affari di Scanzano.

In base alla cifra inizialmente concessa, le vittime arrivavano a pagare anche 400mila euro di interessi ai D'Alessandro di Castellammare. Numeri spaventosi che testimoniano la ferocia degli uomini di Scanzano negli affari che conducevano nel corso del tempo. Usura, estorsioni ma anche spaccio e appalti truccati: una vera e propria organizzazione criminale che aveva le mani sulla città delle acque. Per l'inchiesta Tsunami è stato richiesto il rinvio a giudizio per 29 indagati, fra boss e affiliati. Fra i nomi spicca soprattutto quello di Vincenzo D'Alessandro, capo indiscusso della cosca in compagnia di sua madre, Teresa Martone al momento ai domiciliari dopo l'inchiesta Olimpo del dicembre scorso.

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