Cronaca
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Castellammare - Lo sfogo di una docente stabiese: «Lavoriamo ma non siamo tutelati»

In arrivo a breve l'ordinanza del sindaco Cimmino che chiuderà le scuole stabiesi fino al prossimo 20 febbraio. Il primo cittadino valuterà anche altri provvedimenti, come la chiusura della villa comunale.

tempo di lettura: 6 min
di Rita La Monica
08/02/2021 18:40:05
Castellammare - Lo sfogo di una docente stabiese: «Lavoriamo ma non siamo tutelati»

In arrivo a breve l'ordinanza del sindaco Cimmino che chiuderà le scuole stabiesi fino al prossimo 20 febbraio. Il primo cittadino valuterà anche altri provvedimenti, come la chiusura della villa comunale.

Negli ultimi tempi le polemiche e gli attacchi alla scuola sono all'ordine del giorno. In alcuni casi le polemiche sono più che motivate. La discussione ad oggi verte su: DAD si, DAD no. È sicura la didattica in presenza o meglio optare per la didattica a distanza? La risposta spetta alle autorità competenti. Nel frattempo, c'è chi essendo stato lungamente del tutto ignorato, ci tiene a dire la sua: il corpo docente! Mettendosi nei panni degli insegnanti si avrà una percezione del tutto diversa e le cose appariranno da una prospettiva differente. Ascoltiamo le parole di una docente della Scuola Primaria Luigi Denza.

–                Allora, qual è il vostro parere?

Innanzitutto, ci tengo a precisare che io parlo a nome e per conto di molti miei colleghi. Faccio quindi le veci dell'intero nostro gruppo di insegnanti. Tutti ascoltano il parere soltanto dei genitori ma noi siamo quelli che accolgono i loro figli a scuola. Ed è brutto sentirsi dire che vogliono la DAD perchè a scuola non sono al sicuro. Io posso raccontare la nostra di versione: Nel momento in cui noi andiamo a svolgere il nostro lavoro siamo assolutamente non tutelati, mentre per noi è prevista una sorta di garanzia data da tamponi e il resto della profilassi con la quale ci possiamo recare a scuola, per i bambini non è così, il tampone non è obbligatorio. Quindi ci troviamo di fronte a persone che a prescindere da dove stanno e cosa devono fare,  pensano bene di mandare i loro figli a scuola, ancora oggi in quest'emergenza, imbottiti di Tachipirina. Noi mandiamo i bambini a casa con la febbre ma il giorno dopo ce li ritroviamo in classe. Il problema non è chi sta gestendo il tutto all'interno della scuola, perchè noi siamo a lavoro da molto tempo anzi non ci siamo fermati. Se venite a guardare la scuola dove lavoro io, in particolare, noi ci siamo fatti veramente in quattro per assicurare tutte le norme igieniche. Ci sono due dispenser di disinfettante per le mani in ogni classe mai vuoti, abbiamo tutte le disposizioni di sicurezza attuale come nessun'altra scuola, perchè forse fortunatamente siamo avvantaggiati perchè abbiamo gli spazi e quindi la metratura adeguata per poterli effettuare. Li potevamo fare e li abbiamo fatti, sia fuori che dentro abbiamo addirittura richiesto alla Polizia Municipale di intervenire all'ingresso della scuola perchè il problema non è quando le persone si mettono nei loro stalli predefiniti e disegnati a terra all'ingresso ma quando i genitori pensano bene di prendersi il caffè, di chiacchierare all'esterno. Allora si capisce bene che noi in questo caso possiamo fare ben poco. Ma noi come dovremmo sentirci quando i bambini ci vengono a raccontare di essere stati a feste di compleanno, di aver partecipato a festini che organizzano i loro genitori, gli zii, le nonne e i parenti vari? Qui, noi cosa possiamo fare all'interno della scuola? Siamo noi stesse forse allora a volere la DAD, per la nostra sicurezza. Perchè noi oltre ad essere insegnanti, devono capire questi genitori, che siamo anche noi stessi figli, mamme, papà e abbiamo anche noi una famiglia a cui pensare e da tutelare. Noi dobbiamo per dovere morale mirare alla salvaguardia. Noi, alla luce di questi fatti, non siamo tutelati. I genitori possono dire tutto quello che vogliono ma il problema non sta nella scuola, dove veramente ci stiamo facendo non in quattro ma in otto per predisporre tutto per i loro figli. Se solo alcuni di loro la mattina mettessero la mano sulla fronte dei bambini per vedere se è accaldata o meno. Faccio un esempio, ci sono stati bambini che hanno avuto mal di pancia, si sa che questo può essere uno dei sintomi, abbiamo chiamato i genitori sono arrivati dopo delle ore e l'indomani i bambini erano di nuovo in classe. Quando abbiamo richiesto il certificato di buona salute, per accertarci della salute del bambino e poi per un senso di salvaguardia del resto della classe e noi stessi, non siamo stati per niente ascoltati, il bambino è stato riportato a scuola e oggi quel bambino può darsi sia positivo al Covid-19. A noi dispiace sempre ascoltate determinate lagnanze dei genitori ma nessuno ha pensato a parlare con noi docenti? Per gli altri problemi che si sono riscontrati, tipo l'erba alta, le scuole sporche... Quelle sono di altra competenza. Il dirigente della mia scuola ha scritto montagne e montagne di comunicazioni per gli aiuti ma nessuno ha mai risposto. Io capisco l'ente comunale che ha una grossa mole di lavoro, però. In queste condizioni, noi insegnanti fra poco andremo a fare anche i lavori socialmente utili. Un’altra cosa, ho sentito di genitori, di mamme che hanno accusato i dirigenti scolastici di non chiudere le scuole, ma chiudere le scuole non è una competenza nostra. Non nascondo che ultimamente abbiamo paura di andare a lavoro, il mio terrore è ritrovarmi davanti un bambino positivo imbottito di Tachipirina e parcheggiato da noi a scuola. E molte volte le mamme di questi bambini non lavorano nemmeno. Ma noi non possiamo sempre essere i parcheggi di turno, non penso che sia normale. E la cosa più assurda sapete qual è? Che noi nella campagna per i vaccini siamo tra maggio e luglio. Ma a cosa serve vaccinarci nella pausa estiva? Ma che senso ha? Quindi il vero problema di questa vicenda è smuovere le coscienze dei genitori che non hanno ancora capito. Se solo volessero pensare che avendo anche noi un’età adulta siamo tra le fasce più a rischio e abbiamo genitori anziani. Ma andiamo comunque a lavoro e facciamo dei turni allucinanti perchè siamo in carenza di personale, questo però nessuno lo dice. Noi docenti dall'inizio della pandemia non sappiamo cosa significa prendersi un giorno di ferie, poichè in sole 12 ore abbiamo dovuto attivare la didattica a distanza su di una piattaforma di cui noi non sapevamo nemmeno l'esistenza. È stato complicato ma lo abbiamo fatto. Ma nonostante ciò veniamo criticati e questo ci dispiace. Il problema non è solamente il Covid-19 ma sta a monte, sta in alcuni comportamenti umani. E ci tengo a dire a chi dice che la DAD è inutile che non è vero. A volte, quando i bambini sono seguiti dai genitori, con degli strumenti così efficienti come i computer oltre alla loro lezione vogliono anche ad approfondire. Quindi, non è verò che la DAD non funziona, non funziona se il bambino viene parcheggiato lì senza controllo del genitore. Se lasciamo i bambini a giocare lì davanti ore ed ore ma poi come possiamo pretendere che studino? Io stessa mi metto vicino a mio figlio, per monitorarlo, a leggere ma io stessa da insegnante ho imparato tante cose nuove. Quindi, con la DAD i bambini hanno anche il tempo di approfondire quello che più vogliono. Perciò, non diciamo bugie! È vero la DAD ha tolto la socialità, il piacere della scuola ma può funzionare. I bambini vanno seguiti, hanno bisogno di partecipazione, di approvazione, di presenza. Va bene anche la DAD ma non abbandoniamo i bambini. Se li lasciamo ore davanti ad un computer, se li abbandoniamo avremo ancora adulti che imbratteranno città, che mangeranno sul monumento ai caduti come nei giorni scorsi ed altro...

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