L’Ue chiede all’Italia una soluzione urgente sul tema della direttiva Bolkestein in merito alle concessioni balneari. Un problema particolarmente sentito per il quale la Commissione Ue sta facendo ulteriori pressioni all’Italia: sono stati, infatti, concessi due soli mesi per inviare un parere motivato affinchè non ci siano altre proroghe. Stando alle fonti Ue, la premier Giorgia Meloni "si è impegnata a presentare all'Ue proposte molto rapidamente". Domani intanto è attesa una nuova sentenza da parte della Corte di giustizia Ue che, viene sottolineato, "potrebbe avere conseguenze e dovrà essere pienamente presa in considerazione". Un mese fa il Consiglio di Stato aveva bocciato la proroga prevista per le concessioni balneari dal Governo Meloni. Nel Milleproroghe ha previsto il rinvio dei nuovi bandi al 2024, ma questa valutazione è stata contestata sia dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha espresso specifiche riserve in merito, sia dalla Commissione Europea, che chiede di allinearsi alla cosiddetta direttiva Bolkestein.
Uno scenario che vede coinvolti anche tutti i concessionari dell’area stabiese e della penisola, che rischiano pertanto di veder azzerate le loro attuali concessioni e che potrebbero recuperarle soltanto se parteciperanno alle gare e presenteranno l’offerta migliore. Una situazione, dunque, tutta in divenire, dato che il ritorno in massa dei turisti in zona potrebbe alimentare anche l’interesse degli investitori dall’estero per gli stabilimenti balneari di tutta la fascia costiera.
Intanto la stagione balneare 2023 sta per partire ufficialmente. E c’è attesa per capire se l’impennata dei prezzi per l’accesso ai lidi ed ai relativi servizi – innescata già da qualche anno in concomitanza dell’emergenza Covid – possa ancora proseguire il suo trend anche in considerazione di questa incertezza sul futuro delle concessioni.
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