Rosa lotta per la vita a causa di un'encefalite erpetica abbinata a polmonite e i familiari hanno deciso di sporgere denuncia ai carabinieri contro i medici del pronto soccorso e del reparto di medicina d'urgenza che la hanno avuta in cura. L'ospedale San Leonardo torna nel caos in seguito alla vicenda della 37enne che la mattina del 6 dicembre è stata portata in ospedale con febbre alta e dolori diffusi in ogni parte del corpo. In base alla ricostruzione dei familiari, raccolta dal maggiore Donato Pontassuglia, la donna è stata portata in ospedale dall'ambulanza del 118 e al pronto sccorso le hanno somministrato invano una tachipirina prima del ricovero alla 14 nel reparto di medicina d'urgenza, dove il medico la avrebbe visitata soltanto due ore più tardi, diagnosticandole un'ischemia pur riservandosi di valutare ulteriori analisi con macchinari di cui il San Leonardo non dispone. La donna è stata condotta pertanto in un centro privato per essere sottoposta ad una risonanza magnetica che ha ribaltato la prima diagnosi, riscontrandole un'encefalite erpetica unita a forte polmonite e bronchite. Immediato il ricovero al Cotugno di Napoli per la giovane donna, attualmente in coma farmacologico e in condizioni disperate. I familiari sono affranti e hanno deciso di presentare la denuncia in quanto ritengono che lo stato in cui versa la donna poteva essere evitato con una diagnosi precoce. E intanto Rosa lotta fra la vita e la morte tra lo sgomento di una famiglia che chiede giustizia.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.