La candidatura della Penisola Sorrentina a Capitale Italiana della Cultura 2030 non è soltanto una scommessa limitata ai sei municipi della costiera, ma rappresenta un potentissimo magnete di attrazione per l'intero comprensorio vesuviano, a cominciare da Castellammare di Stabia. L'annuncio del sindaco di Sorrento Corrado Fattorusso alla presenza del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha riacceso i riflettori sulle straordinarie potenzialità di un territorio che vuole mettere l'arte e la sostenibilità al centro dello sviluppo strategico. Per Castellammare, cerniera naturale etra area vesuviana e penisola sorrentina, questo treno ad alta velocità culturale può rappresentare un'opportunità importante. La città delle acque ha l'occasione storica di agganciarsi a questa nuova narrazione d'area per valorizzare il proprio immenso patrimonio e ritagliarsi un ruolo di primo piano all'interno di un circuito turistico internazionale che macina milioni di presenze all'anno.
Guardare al futuro, per la comunità stabiese, significa inevitabilmente fare i conti con la propria storia recente. Nel 2020 l'amministrazione Cimmino presentò la candidatura ufficiale di Castellammare di Stabia a Capitale Italiana della Cultura. Di quella sfida ambiziosa rimase l'orgoglio di una città che aveva scelto di presentarsi agli occhi del Paese come volano della cultura. Poi però è subentrato il doloroso naufragio politico dell'ente. Da allora, la città ha dovuto attraversare il deserto di ben due scioglimenti consecutivi del consiglio comunale con le amministrazioni Cimmino e Vicinanza, ferite che hanno appannato l'immagine pubblica del territorio. Proprio per questo, la scossa culturale che arriva oggi dalla vicina penisola sorrentina diventa lo strumento ideale per dare nuova linfa alla città, dimostrando la forza e la trasparenza di un tessuto sociale sano che vuole lasciarsi definitivamente il buio alle spalle.
Il riscatto di Castellammare ha fondamenta solidissime, radicate in un patrimonio storico e archeologico che non ha nulla da invidiare ai brand più celebrati del pianeta. Una miniera d'oro della città è custodita sulla collina di Varano, dove gli Scavi di Stabia offrono capolavori unici al mondo, come la maestosa Villa San Marco e Villa Arianna, esempi ineguagliabili di dimore d'otium romane dalle dimensioni monumentali, accessibili gratuitamente ai visitatori. Un tesoro d'arte che trova il suo compimento naturale nel Museo Archeologico di Stabia "Libero D'Orsi", ospitato nella splendida cornice monumentale della Reggia di Quisisana, dove sono custoditi centinaia di affreschi, mosaici, armi e suppellettili di epoca imperiale sottratti all'oblio del tempo. E poi c'è la storia di Fincantieri, che nel 1931 ha dato i natali all'Amerigo Vespucci, la "nave più bella del mondo" che di recente ha fatto visita proprio alla città che le diede i natali. Riannodare il legame profondo tra questi luoghi di cultura, il mare e il tessuto urbano è la vera sfida che attende Castellammare, chiamata a trasformarsi da semplice spettatrice a protagonista attiva della rinascita della Campania felix.
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