Le indagini sono entrate subito nel vivo e ogni elemento utile è ora al vaglio degli inquirenti. A Castellammare di Stabia, dopo la violenta esplosione che ha scosso la zona di via Annunziatella, l’attenzione è tutta concentrata sull’origine e sulla matrice dell’ordigno che, intorno alla mezzanotte e mezza, ha danneggiato un distributore di carburante non ancora aperto al pubblico.
I carabinieri della Compagnia stabiese hanno immediatamente delimitato l’area per consentire i rilievi tecnici. Gli specialisti stanno analizzando i frammenti dell’esplosivo per ricostruirne composizione e modalità di innesco, mentre parallelamente vengono acquisite e visionate le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle attività commerciali della zona. Un lavoro meticoloso, finalizzato a individuare eventuali movimenti sospetti nelle ore precedenti alla deflagrazione.
Tra le ipotesi investigative prende corpo anche quella del racket. Gli inquirenti stanno verificando se dietro l’episodio possa celarsi un tentativo di intimidazione legato a richieste estorsive in vista dell’imminente apertura dell’impianto.
Il precedente pesa come un’ombra lunga sull’accaduto. Già circa un anno fa lo stesso impianto era finito nel mirino: in quell’occasione un ordigno artigianale era stato individuato e disinnescato prima che potesse esplodere, evitando conseguenze ben più gravi. Un segnale che oggi assume un significato ancora più inquietante alla luce dell’attacco andato a segno. L’obiettivo degli investigatori è comprendere se l’esplosione rappresenti un episodio isolato o l’ultimo atto di una strategia intimidatoria più ampia.
Intanto, in città, resta la preoccupazione per un episodio che riaccende i riflettori sul tema della sicurezza e della pressione criminale sulle attività economiche del territorio. Le indagini proseguono a ritmo serrato.
Le ragioni del No nelle interviste alla dott.ssa Criscuolo e al dott. D’Auria, quelle del Sì agli avvocati Migliucci e Balzano.