Un bene confiscato nel quartiere “Scanzano” a Castellammare di Stabia apre le porte alla cittadinanza. Un appartamento di via Panoramica nei pressi del quartiere roccaforte del clan camorristico dei “D’Alessandro” è stato affidato a Legambiente, con un contratto di comodato d’uso gratuito della durata di nove anni, che l’ha trasformato ne “La Casa dell’Ambiente e dell’Impegno Civile”, un punto d’incontro per associazioni e cittadini, un luogo per la progettazione, l’organizzazione e l’implementazione di percorsi formativi ed iniziative di divulgazione sulle tematiche ambientali.
«Il bene confiscato – ha spiegato Simone Izzo, presidente del Circolo Woodwarda - ci è stato assegnato attraverso un bando pubblico dall’allora Consorzio Sole, che agiva sulla città metropolitana di Napoli e comprendeva una serie di comuni affiliati, tra cui Castellammare. Con la messa a bando di questo bene abbiamo presentato un progetto a “mani unite” insieme a varie associazioni e territori. In base ad una scala di punteggio, siamo risultati vincitori di questo bando e nel giro di un anno abbiamo inaugurato questa struttura, utilizzata per le attività future del circolo. Inoltre, questa sarà aperta a tutte le associazioni del territorio e alle amministrazioni comunali di Castellammare e Gragnano per creare un punto di appoggio per la tutela del nostro patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale. Il progetto prevede attività di volontariato, che si svolgeranno all’interno delle scuole per sensibilizzare l’ambiente insieme a giovani studenti e insegnanti».
Carmine Sgambati, Consigliere della Città Metropolitana di Napoli e Delegato alla Polizia Municipale ed ai Beni Confiscati, ha sottolineato come ci siano ancora difficoltà a rendere disponibili alla società civile i beni confiscati alla camorra. «La prima difficoltà – ha detto - è la burocrazia italiana, che ci attanaglia per ogni azione. Le leggi non ci aiutano per niente. Solamente l’impegno profuso di alcuni uomini di buona volontà ridà alla città un bene, che era stato mal tolto. Quando non si riesce a sottrarre un bene confiscato dalla camorra, questo viene vandalizzato o diventa inusato. Bisogna fare sempre di più affinché questi beni vengono sottratti alla mala vita e ridata ai cittadini, e affinchè si possa fare qualcosa di buono per la nostra società. Circa un mese fa siamo usciti dal consorzio Sole, che gestiva i beni confiscati. Adesso si farà il possibile per snellire gli atti burocratici e affidare quanti più beni possibili alla città. In un anno e mezzo ne abbiamo affidati 21».
Presente all’inaugurazione anche Mariateresa Imparato, presidente Legambiente della Regione Campania. «Oggi è una giornata di festa – ha detto ai microfoni di StabiaChannel - perchè un bene ritorna a nuova vita. L’impegno e l'attività sono le strade giuste che conducono al bene per tutti i cittadini. Quindi questo patrimonio diventa di tutti. Un semplice appartamento dal valore simbolico, dal quale partiranno tante pratiche dirette ai cittadini. Un percorso non facile: tanti sono i beni sotto sequestro. Bene il primo passo, ma occorre continuare per dare nuova vita ai beni confiscati».
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