Una bambina di 6 anni non vuole andare a scuola. Il motivo non è il Covid, ma il fatto che la sua classe è formata da tutti bambini.
A raccontarci la vicenda è il padre della piccola alunna della Basilio Cecchi. «Mia figlia, ad ottobre, nella formazione delle sezioni, è stata inserita in una prima classe elementare formata da soli bambini, 15 per l’esattezza. Chiaramente i maschietti hanno interessi diversi dalle femminucce, e lei si trova quindi poco a suo agio in questa classe. Così ho chiesto più volte alla dirigente scolastica di cambiarle sezione, ottenendo però sempre dei rifiuti. Ora mia figlia non vuole andare più a scuola. Non so più che fare. Credo che mi rivolgerò alle forze dell’ordine per tutelare mia figlia. L’unica disponibilità che ci ha dato la dirigente è quella del nulla osta per portare nostra figlia in un’altra scuola, ma non è quello che volgiamo. Perché dobbiamo far frequentare a nostra figlia una scuola lontano da casa e provocarle altri disagi?».
Per comprendere meglio la situazione, abbiamo così contattato la dirigente Angela Antonelli. «Guardi – ci dice – I bambini da poco sono rientrati a scuola. Io devo garantire la salute e la privacy dei bambini. Il padre stamattina (ieri, ndr) si è presentato a scuola all’improvviso, senza appuntamento, gridando e minacciandoci. Lei capirà che siamo in un periodo delicato dove siamo costretti a contingentare gli ingressi. Gli era stato detto di venire a parlare prendendo un appuntamento, ma non l’ha fatto. Ha detto che vuole andare dai carabinieri ed io l’ho invitato caldamente a farlo. Sembrava si fossero calmati, poi stamattina c’è stato questo episodio di dubbio gusto. Se vuole andarmi a denunciare lo faccia. I bimbi sono tutti uguali. In realtà cosa vuole non l’ho capito. La figlia è veramente una bambina molto carica e dolce. I diritti vanno esercitati ma nel modo giusto. Perché fino a ieri i problemi non c’erano? Il nulla osta glielo diamo, ma ci deve dire anche dove la vuole portare. In quale scuola».
Insomma, una vicenda che sembra destinata a proseguire nella speranza che venga presto trovata una soluzione per il bene della bambina.
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