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Castellammare - «Il Faito non si tocca». striscioni a Palazzo Farnese

Iniziativa del comitato "Stabiesi Post Fata Resurgo": «Riteniamo che la nostra città non ci offra niente. C'è bisogno di qualcosa che cambi la situazione»

tempo di lettura: 2 min
di Antonio Vollono
18/03/2021 08:02:22
Castellammare - «Il Faito non si tocca». striscioni a Palazzo Farnese

«Cultura e tradizioni», «Basta speculare!», «Il Faito non si tocca», «Post Fata Resurgo». Sono queste le frasi che campeggiavano ieri mattina su quattro striscioni affissi ieri mattina sulle impalcature di Palazzo Farnese. Gli autori sono i membri del neonato comitato cittadino "Stabiesi Post Fata Resurgo" che denunciano il degrado che affligge giornalmente la nostra città, già in ginocchio per l'epidemia da Covid-19.

Il dito è chiaramente puntato sulla diatriba in atto, sorta dalla volontà del comune di Vico Equense di rilevare la quota della montagna di proprietà della Città Metropolitana. Un intento che si è subito scontrato con il pensiero degli altri comuni i cui territori ricadono sul versante del Faito oggetto del contendere. Ma anche l’ente Parco dei Monti Lattari si è detto contrario a questo tipo di soluzione. L’auspico, se proprio la città Metropolitana voglia disfarsi della sua quota, è che la rilevi la Regione Campania per poi creare un organismo intercomunale per la gestione della montagna.

Ma oltre che sul Faito, le mire del comitato cittadino “Stabiesi Post Fata Resurgo” si rivolgono anche verso tante altre storture della città di Castellammare di Stabia. «Il comitato sta nascendo perché riteniamo che la nostra città non ci offra niente – spiega Savio Cataldo, membro del comitato - Oramai non abbiamo più niente. Castellammare è una città di mare senza mare. È sufficiente girare per la nostra città e notare paletti storti, segnaletica sbagliata, assenza di lavoro e degrado ovunque. Per questo abbiamo preso l'iniziativa per far sentire la nostra voce. Il nostro obiettivo è compiere gesti concreti per la nostra citta formando, magari, anche qualche cooperativa. C'è bisogno di qualcosa che cambi la situazione, c'è bisogno che le persone si sveglino. Il nostro desiderio è di trovare cittadini che si uniscano alla causa comune sperando di poter cambiare finalmente qualcosa».

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