Vele spiegate e vento in poppa. Così ieri mattina la nave scuola russa Shtandart ha lasciato il porto di Castellammare di Stabia. Tanti gli stabiesi che l’hanno ammirata lasciare le acque del porto. Le sue vele e la sua caratteristica sagoma era ben visibile dal lungomare affollato di gente come ogni domenica mattina.
Lo Štandart – come si può leggere da wikipedia - fu costruito per ordine dello Zar Alessandro III, dal cantiere della Burmeister & Wain in Danimarca; i lavori iniziarono nel 1893, fu varato il 21 marzo 1895 ed entratò in servizio all'inizio del settembre 1896. Era armato come uno schooner a tre alberi, aveva tre ponti, due fumaioli e la prua come un clipper. Lo Štandart fu dotato di ricche finiture, inclusi pannelli di mogano, lampadari di cristallo e altre amenità che rendevano la nave un palazzo galleggiante adatto alla famiglia imperiale russa che lo utilizzava per frequenti sortite lungo le coste del Baltico e della Finlandia. Aveva trenta camere e una stalla per una mucca che assicurava latte fresco ai bimbi imperiali. Dopo la caduta della dinastia Romanov lo Štandart fu spogliato dei suoi lussuosi arredi e adibito a servizio navale. La nave fu ribattezzata Vosemnadtsatoe Marta (18 marzo) e in seguito Marti. Nel 1932-1936 il Marti fu convertito in posamine dal cantiere Marti di Leningrado. Durante la Seconda guerra mondiale, il Marti prestò servizio nel Mar Baltico, posando mine e bombardando posizioni lungo la costa. Il 23 settembre 1941 il Marti fu danneggiato in un attacco aereo a Kronštadt ma, successivamente fu riparato e rimase in servizio fino alla fine della guerra. Dopo la guerra il Marti fu trasformato in una nave scuola e ribattezzata Oka nel 1957; continuò il servizio con questo ruolo fino al 1963, quando fu demolito a Tallinn, in Estonia.
Castellammare di Stabia sempre più patria di navigatori.
Il tecnico gialloblù presenta la sfida contro la capolista: «Squadra di categoria superiore». Out Pierobon, Zeroli salta il match, Leone in dubbio. Poi il commento amaro sull’eliminazione dell’Italia.