Cronaca
shareCONDIVIDI

Castellammare - I commercianti: paura al lavoro e sfiducia nei confronti delle Istituzioni

Intrappolati nel buio tunnel di una crisi economica, emotiva e sociale

tempo di lettura: 5 min
di Diletta Grimaldi
15/03/2021 08:29:32
Castellammare - I commercianti: paura al lavoro e sfiducia nei confronti delle Istituzioni

Nella contingenza epidemiologica in cui – oggi più che mai – versa la città di Castellammare di Stabia, si manifesta una complessa situazione in cui non si può far altro che navigare a vista, cercando di perseguire il male minore. I commercianti rappresentano alcuni tra i vari protagonisti di un momento storico senza precedenti: attraverso le proprie esperienze quotidiane, vivono intensamente la paura del contagio e hanno modo di osservare – forse più di tutti – l'efficacia o l’inefficacia delle misure restrittive.

La serrata della maggior parte dei negozi è stabilita alle ore 18:00. Tale disposizione avrebbe come fine ultimo quello di impedire pericolosi assembramenti che, fino a poche settimane fa, si verificavano soprattutto nelle ore serali.

Una ragazza che lavora nel negozio gestito dalla sua famiglia afferma: “Lo vediamo tutti i giorni con i nostri occhi: la chiusura anticipata dei negozi non fa altro che concentrare il flusso di clienti in un’unica fascia oraria”. Conferma il padre: “Anche io noto questo fenomeno quando faccio il turno pomeridiano. Le mezze misure non servono a nulla: se si vuole veramente impedire la diffusione del virus, la soluzione più efficace sarebbe un lockdown”. Tuttavia, “Nonostante la paura di un eventuale contagio, io e la mia famiglia continuiamo a lavorare ogni giorno: è solo grazie a quest’attività che ci guadagniamo il pane quotidiano”. Se da un lato sembrerebbe necessario che le attività commerciali debbano restare aperte in quanto unica fonte di sostegno economico per molte famiglie, dall’altro è evidente come ciò possa mettere potenzialmente in pericolo la salute dei negozianti e dei clienti.

C’è anche chi vive ogni momento della giornata con un’ansia persistente, causata dal rischio di contagio cui si è esposti dovendo lavorare in piccoli ambienti nei quali entrano ed escono molti clienti. La proprietaria di una storica boutique del centro, interpellata insieme al marito, dichiara: “Vivo con un costante terrore e sto molto male psicologicamente, te lo può confermare mio marito... nonostante la mascherina e il mantenimento delle distanze di sicurezza con i clienti, c’è sempre il rischio che possano verificarsi dei contagi, soprattutto ora che ci sono le nuove varianti del Covid-19: questa cosa mi impedisce di stare tranquilla. Ho paura soprattutto per la mia famiglia... per quanto possa cercare di mantenere le distanze anche da loro, a volte diventa impossibile evitare contatti: dato che mio figlio e la moglie lavorano, spesso sono costretta a portare mio nipote in negozio. Non possiamo nemmeno lasciarlo con una baby sitter”. Aggiunge il marito della signora: “Chiudere i negozi qualche ora prima non cambia nulla. La gente continua ad assembrarsi per le strade prima del coprifuoco. Pochi giorni fa, fuori al nostro negozio si sono incontrati due ragazzi, abbracciandosi con la mascherina abbassata: questo è solo un esempio di situazioni pericolose che continuano a verificarsi ancora oggi. Il coprifuoco sarà anche rispettato ma non serve poi a molto se alcune persone si comportano in questo modo”.

A seguito dell’intensificazione dei controlli nei negozi delle ultime settimane, è emerso un altro inquietante scenario che desta non poche preoccupazioni: alcuni negozianti, nonostante la positività al Covid-19, hanno continuato a lavorare recandosi nelle proprie attività. Come sottolineato da una ragazza che lavora in un negozio di abbigliamento del centro: “Certi comportamenti incoscienti sono frutto di puro egoismo. È vero che molte persone si sono trovate in difficoltà economiche, ma ciò non giustifica azioni del genere: è per colpa dell’irresponsabilità di tutti noi cittadini se adesso ci troviamo in questa situazione”. Tra i commercianti c’è anche chi sceglie di non aprire il proprio negozio per paura dei contagi: “Chi ha la possibilità può decidere di starsene a casa, ovviamente anche io vorrei ma non posso permettermi di non guadagnare ancora una volta”. Un collega aggiunge: “Purtroppo siamo quasi costretti a lavorare nonostante il pericolo di contagio. Allo stato attuale, dato che siamo più di 2400 positivi in città, servirebbe un lockdown come quello dell’anno scorso. Il problema è che abbiamo bisogno di soldi: a questo punto dovrebbero dare un sussidio minimo a tutti i commercianti senza lavoro”. In caso di lockdown, sarebbe dunque necessario che un sostegno da parte dello Stato venga esteso a tutte le attività commerciali onde evitare che venga compromessa l’economia di intere famiglie.

Situazione particolarmente complessa è quella dei ristoratori che – dalla zona arancione dichiarata il 21 febbraio – non lavorano da settimane. La titolare di un noto ristorante di Castellammare dichiara telefonicamente: “Al momento è giusto che ci siano delle misure restrittive. È necessario che tutti facciano dei sacrifici per abbassare la soglia dei contagi, soprattutto per aiutare noi ristoratori: siamo una delle classi più danneggiate. Se non diminuisce il numero di positivi non possiamo riprendere le attività. Solo dietro al mio ristorante ci sono non sai quante famiglie, immagina quanti in città riuscivano ad andare avanti soltanto con la ristorazione. Adesso molti sono senza lavoro e la situazione è difficile”.

Il lockdown dello scorso anno ha evidentemente creato gravi disagi economici, soprattutto alle famiglie la cui unica forma di sostentamento è la propria attività commerciale. Per questo motivo, nonostante l’altissimo numero di positivi in città, si è cercato – laddove è stato possibile – di non imporre misure che potessero danneggiare troppo i negozianti. Resta comunque indispensabile insistere con le limitazioni ed i controlli stabiliti nel tentativo di arginare il numero di contagi in città dal momento che, nonostante la situazione emergenziale, continuano puntualmente a verificarsi assembramenti e comportamenti a rischio.

Video
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

21/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Carrarese 1-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

15/03/2026
share
Tutti i video >
Cronaca







Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici