«Un altro anno così e saremo costretti a chiudere». L'invocazione degli operatori del Faito risuona come un grido d'allarme per chiunque abbia a cuore le sorti della montagna che domina la catena dei Lattari. Gli incendi della scorsa estate e i ritardi nei lavori di riqualificazione della funivia hanno falcidiato gli affari di bar, ristoranti e alberghi, le cui perdite si aggirano intorno a decine di migliaia di euro. Ma è proprio la funivia a preoccupare ora più di ogni altra cosa. La programmazione per il prossimo anno, infatti, rischia di saltare, in quanto i lavori non sono stati ancora completati e sarà necessaria una corsa contro il tempo per la riapertura in primavera. Le impalcature continuano a campeggiare nelle stazioni e il maltempo non ha certamente agevolato la prosecuzione solerte delle attività, a seguito della sospensione indotta dalla riapertura temporanea della Funivia tra fine agosto e inizio novembre, una scelta che, se da un lato ha garantito un minimo di respiro alle attività commerciali, dall'altro ha sottratto tempo ai lavori di adeguamento delle stazioni, ripresi quando ormai l'inverno era alle porte. Le funivie ogni 60 anni devono effettuare l'adeguamento strutturale e la vita tecnica della funivia del Faito, inaugurata nel 1952, è terminata nel 2012, quando le corse sono state interrotte. La riattivazione della funivia nella primavera 2018 rischia di costituire, tra l'altro, una vera e propria esigenza anche per i residenti del Faito, ancora isolati circa 50 giorni dopo le frane che hanno inibito la strada che dalla sommità scende a valle. Le due strade di competenza comunale, in particolare, sono state liberate dai detriti e dai massi piombati sulla carreggiata, mentre la città metropolitana tarda ad intervenire sul percorso di sua competenza, lasciando i residenti prigionieri della montagna. I ritardi per la riattivazione della funivia durante la scorsa estate sono dipesi dalla necessità di apportare una variante progettuale meno invasiva sulle strutture esistenti, a fronte dello stato particolarmente degradato in cui sono stati rinvenuti i pilastri e le travi delle due stazioni. Ma ora il tempo stringe e, con la programmazione di inizio anno già praticamente venuta meno, sarà necessario uno sprint finale per eliminare i disagi e rimettere in moto a tempo pieno la funivia.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.