Si è svolto nella serata di ieri, martedì 11 luglio, il terzo incontro organizzato dal Comitato Terme di Stabia presso la sede di Città Viva nella Ferrovia dello Stato a Castellammare, per spiegare cos’è la Fondazione di partecipazione denominata “Fondazione Parco delle Acque di Stabia” e per approfondire il tema della gestione delle terme di Castellammare. L’obiettivo del Comitato è quello di fondare un’istituzione senza fini di lucro con proventi da reinvestire nella città, per la comunità e, in particolare, per i giovani. “Stiamo cercando di creare una Fondazione di partecipazione, lo scopo è prendere in gestione le Terme Antiche. Riteniamo che la Fondazione, in questo momento, sia forse lo strumento più adatto per riuscire a raggiungere l'obiettivo”, così apre l’incontro Nino Di Maio, promotore del Comitato Terme di Stabia. “Dalle valutazioni fatte ultimamente con docenti di Diritto del Terzo Settore dell’Università di Salerno, questa è l’unica strada percorribile per far sì che il patrimonio degli stabiesi, cioè le sorgenti, rimangano ai cittadini. Questa è la finalità della Fondazione – spiega – I beni di Nuove Terme, sappiamo, andranno per un ospedale di secondo livello, si spera, finalizzato alla riabilitazione ortopedica, respiratoria e di carattere cardiovascolare, e anche per un centro di eccellenza di studi delle acque perché queste ultime, come ci raccontano i medici all’interno del nostro Comitato, sono ancora poco studiate e hanno delle proprietà talmente importanti e talmente poco conosciute che, oltre a prevenire delle malattie, sono anche curative.” “Quindi abbiamo uno scenario molto importante e bello da poter realizzare – continua – Conosciamo tutti la bellezza e la bontà delle nostre terme eccetto i giovani.”
Il Comitato si è impegnato a sensibilizzare i giovani, cioè a far crescere le nuove generazioni con la conoscenza delle terme. Sono stati stanziati dal CIPE 12.134.000 euro per la ristrutturazione delle Terme Antiche. Nel momento che ci saranno gli utili, questi dovranno essere investiti nel benessere degli stabiesi, e principalmente, dei giovani che continuano a scappare altrove. “Siamo in un momento molto particolare in cui la città può dare tutto e fare tutto, può rilanciare la risorsa più importante che abbiamo a Castellammare, l’acqua. L’acqua di Castellammare oltre ad essere abbondante è anche una risorsa che fa bene alla salute”, afferma Di Maio. Il bando del progetto di fattibilità è partito e scade il 24 luglio. I progettisti devono dimostrare di avere le capacità tecniche, l’esperienza e i mezzi per realizzare il progetto. La Fondazione cercherà di seguire il lavoro dei progettisti per verificare che non venga snaturato lo stabilimento delle Terme Antiche. “Abbiamo incontrato i commissari e gli abbiamo suggerito di recuperare il parco idropinico e Villa Ersilia e hanno accolto la richiesta con molta disponibilità. Ci siamo posti il tema: che cosa succederà quando finirà questo iter progettuale e quando finiranno anche i lavori? Creiamo una nuova “cattedrale nel deserto”? Dobbiamo organizzarci per una gestione ottimale delle nostre sorgenti. Come fare? Abbiamo individuato tre soluzioni: la prima, è che il Comune faccia da gestore delle sorgenti di Castellammare; la seconda opzione è creare una società partecipata e la terza opzione è darla ai privati.” Sottolinea poi l'importanza in questo momento di definire lo Statuto. "Dobbiamo creare uno Statuto che ci permetta di avere la concessione delle acque anche da parte dell’ASL, perché se il Comune ci dà in affidamento questo bene dobbiamo creare tutte le premesse per riuscire a farlo funzionare al meglio.” L’elemento essenziale della Fondazione di partecipazione è il coinvolgimento della città, e in particolare, di persone che abbiano competenze riconosciute nel settore e nella gestione termale.
Nei giorni a venire Di Maio cercherà di incontrare tutti i sindaci del comprensorio chiedendo come città di dare la loro disponibilità ad aderire alla Fondazione di Partecipazione. “Dobbiamo lavorare insieme con le istituzioni – dice – L’obiettivo più grande è coinvolgere i comuni limitrofi, il Comune di Castellammare, Regione Campania, città metropolitane e tutti i comuni del comprensorio stabiese.” La prossima settimana 10 rappresentanti del Comitato si incontreranno di nuovo per cominciare a lavorare concretamente allo Statuto della Fondazione Parco delle Acque di Stabia. “Occorre prendere consapevolezza che le acque di Castellammare sono un bene dell’umanità.”
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