E' stata un flop la marcia anticamorra organizzata dalle associazioni questa mattina al rione Savorito. Poco più di 50 persone hanno risposto presente all'invito per dare un forte segnale ai clan dopo i fatti dell'8 dicembre. A pochi metri dal punto di ritrovo dei manifestanti, la notte dell'Immacolata fu incendiato un manichino, insieme al falò, con uno striscione shock: "Così devono morire i pentiti". Per questo motivo il mondo dell'associazionismo stabiese ha deciso di scendere in strada anche se i cittadini hanno preferito disertare l'evento. Tante le forze politiche presenti: il sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino e molti consiglieri della sua maggioranza, i consiglieri di opposizione Tonino Scala, Francesco Nappi e anche coordinatori di partiti. Si è tentato di lanciare un segnale a chi controlla quel territorio e ha deciso di sfidare lo Stato.
L'affluenza flop. La scarsa partecipazione all'evento è un dato da tenere in considerazione. Le condizioni meteo sicuramente non hanno favorito la presenza di molti cittadini così come anche l'organizzazione non ottimale. Molti in città non erano a conoscenza della manifestazione, soprattutto diverse associazioni che da tempo si impegnano quotidianamente per contrastare la camorra. In più non si deve dimenticare un fattore fondamentale: la paura. Il Savorito è abitato da tante persone oneste che nonostante tutto hanno preferito restare in casa invece che manifestare con la classe politica e le associazioni. Chi si aspettava un forte segnale dal quartiere, ma anche dall'intera città, è rimasto deluso.
Di Maio: «E' un primo passo». Guarda il bicchiere mezzo pieno l'organizzatore dell'evento Nino Di Maio, da tempo in prima linea per garantire i diritti ai diversamenti abili: «Oggi è un punto di partenza per noi associazioni, per i partiti e per la città. Abbiamo piantato un seme sperando che germogli. Insieme andiamo avanti. In questi quartieri bisogna insistere sul piano culturale come stanno facendo anche le chiese presenti. Al termine del corteo infatti volevamo regalare un libro per far comprendere che solo con la cultura si combatte la criminalità. Anche le scuole hanno un ruolo fondamentale: tutti insieme per combattere la camorra. Noi ci siamo impegnati in prima persona per il Centro Antico dove è nata una biblioteca e dove i ragazzi sono coinvolti nell'oratorio parrocchiale. Cambiare è possibile».
I politici: «Insieme per dire no alla camorra». «E' un segnale importante. Lo Stato c'è, l'amministrazione comunale c'è e noi lavoriamo per allontanare la criminalità dai quartieri malfamati. Le condizioni meteo hanno allontanato molti cittadini. E' importante testimoniare la presenza e contrastare la camorra. In primavera organizzeremo una grande marcia in compagnia delle associazioni, delle chiese, dei partiti e delle scuole per sensibilizzare la città sul tema» ha spiegato il sindaco Cimmino. «Non dobbiamo mai stancarci di parlare di camorra - spiega Tonino Scala -. Dobbiamo mettere al centro i quartieri e la cultura perchè la criminalità si combatte soprattutto dal punto di vista culturale. Peccato per la scarsa affluenza a causa delle condizioni meteo e per il giorno scelto dall'organizzazione. E' importante mostrare la presenza. Mi auguro che in occasione della giornata nazionale dedicata alle vittime innocenti di mafia anche Castellammare rispondi presente». Sulla stessa lunghezza d'onda Francesco Nappi, Movimento 5 Stelle: «Noi ci abbiamo messo la faccia in campagna elettorale e siamo di nuovo qui per dire no in prima persona alla camorra. Sono felice della presenza anche delle altre forze politica ma questa è un corteo che mette al centro i quartieri e la città. Siamo prima stabiesi che politici. Qui ci sono tante persone oneste e dobbiamo lavorare soprattutto per loro. C'è molto da fare, è un processo lento ma noi non abbiamo paura».
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