Il countdown a Castellammare è già iniziato, malgrado in giro ci si goda ancora gli ultimi scampoli di estate. Alla notte dell'Immacolata mancano ormai meno di tre mesi, ma l'attenzione è già inevitabilmente puntata sul contrasto al fenomeno dei falò abusivi. «I pentiti devono morire così, abbruciati» è stato lo slogan che nel 2017 portò alla ribalta nazionale la piaga dei roghi non autorizzati nelle periferie stabiesi. Due anni dopo, con una giunta diversa e i buoni propositi rinnovati, Castellammare andrà ancora a caccia di quella immagine pulita di sé da fornire anche fuori dai confini del circondario.
«Il tutto passerà dalla convocazione di un comitato provinciale per la pubblica sicurezza - spiega Gianpaolo Scafarto a Stabia Channel -, abbiamo già fatto la nostra parte inoltrando la richiesta in Prefettura, attendiamo fiduciosi indicazioni in merito. Solo in quella sede si potranno concordare le contromisure da mettere in campo per fronteggiare i falò». I precedenti, tuttavia, non sembrano essere rassicuranti. Dodici mesi fa le istituzioni ignorarono di fatto l'allarme di Castellammare, lasciando cadere l'invito dell'esecutivo Cimmino e non convocando un apposito tavolo tecnico. «Ora le cose sono diverse - aggiunge l'assessore -, c'è più attenzione a questo tipo di problema, siamo fiduciosi».
Del resto, la notte tra il 7 e l'8 dicembre del 2018 ha confermato come nella periferia stabiese la pratica dei roghi di legno e sterpaglie varie sia ancora fortemente radicata. Scafarto, tuttavia, non sembra voler arretrare in questa delicatissima battaglia di civiltà: «I divieti? Sono pleonastici - commenta -, chi accende i fuochi sa benissimo che non è autorizzato a farlo, anche senza l'apposita ordinanza del sindaco. Potrei anche avere in mente qualche iniziativa, come istituire presidi di controllo per più tempo, con più unità, ma al momento è prematuro parlarne. prima di attuare qualsiasi mossa servirà un confronto con il comitato pubblico».
«Al momento non abbiamo individuato nascondigli di legna, ma non escludiamo che qualcuno in città possa già essersi mosso in questo senso, vedremo». La certezza è che a Castellammare il percorso di legalità è ancora lungo, come dimostra il bilancio dell'anno scorso: «Non siamo soddisfatti, e non lo saremo mai fino a che anche un solo rogo risulterà appiccato - afferma deciso Scafarto -. Fenomeno impossibile da sradicare del tutto? Io dico che solo resuscitare i morti è impossibile...».
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