Un movimento lento e controllato che ha chiuso parte di una ferita ancora aperta sul Monte Faito. La cabina della funivia, rimasta bloccata nel giorno in cui si è materializzato il grave incidente dello scorso anno, è stata rimossa nel corso di un intervento tecnico ad alta complessità, coordinato da squadre specializzate e Vigili del Fuoco.
Le operazioni si sono svolte lungo un tracciato estremamente delicato, in un’area ancora segnata dagli effetti del cedimento che nel 2025 aveva interrotto la corsa dell’impianto: uno scenario che si è materializzato con l'interruzione della corsa di una cabina (e il crollo dell'altra cabina e la conseguente morte di 4 persone). I tecnici hanno lavorato per riportare la vettura verso la stazione di valle, in condizioni di massima sicurezza e con procedure pensate per ridurre al minimo ogni rischio di ulteriori movimenti strutturali.
Una volta raggiunta la struttura, il sistema di sicurezza dell’impianto ha completato la fase più critica dell’intervento, immobilizzando definitivamente la cabina e consentendo la sua presa in carico da parte delle squadre operative. Si chiude così uno dei passaggi più delicati della messa in sicurezza dell’intero sistema funiviario.
Il lavoro, però, non è concluso. Le attività si concentrano ora sulla rimozione e gestione dei cavi portanti, elemento centrale dell’infrastruttura e punto chiave anche per le successive verifiche tecniche. Proprio la rottura di uno di questi cavi, avvenuta nell’aprile 2025, aveva provocato la tragedia costata la vita a quattro persone, tra cui turisti stranieri e un dipendente dell’ente gestore.
Parallelamente alle operazioni sul campo, resta aperto il fronte giudiziario. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata sta portando avanti un’indagine articolata per ricostruire la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità legate alla manutenzione e alla gestione dell’impianto. I materiali recuperati - tra cui i resti della cabina e i campioni della fune - resteranno a disposizione dei periti per gli accertamenti tecnici ancora in corso.
L’intervento sul Faito segna dunque una fase di passaggio: dalla gestione dell’emergenza alla ricostruzione dei fatti. Un’operazione che ha un valore non solo tecnico, ma anche simbolico, in un luogo che resta profondamente segnato da una delle più gravi tragedie recenti della zona.
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