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Castellammare - Fabbricati pericolosi e a rischio di crollo, i cittadini del Cmi si mobilitano con una raccolta firme

Dopo settanta anni, urge un nuovo progetto per il quartiere.

tempo di lettura: 3 min
15/04/2023 10:59:54
Castellammare - Fabbricati pericolosi e a rischio di crollo, i cittadini del Cmi si mobilitano con una raccolta firme

I cittadini del Cmi si mobilitano con una raccolta firme per chiedere attenzione per il quartiere in cui vivono . La goccia che ha fatto traboccare il vaso l’intervento dei Pompieri di martedì 11 aprile per eliminare i pericoli dovuti alle condizioni dei fabbricati. Quel fatto dicono i promotori della petizione “rappresenta la conferma delle condizioni di abbandono che da anni i cittadini denunciano. La mancata manutenzione da parte dello IACP (oggi ACER), l’assenza di qualsiasi programmazione da parte del Comune, hanno creato situazioni di disagio e condizioni di vita per tanti abitanti, assolutamente inaccettabili. Dover prendere atto poi che l’Acer ha perso oltre un miliardo di euro con il bonus 110 e per altre misure, destinate ai quartieri, quindi, anche a Castellammare e al CMI, fa davvero rabbia”. Non ne possono davvero più gli abitanti del quartiere che si chiedono “Chi sono i responsabili di questa beffa? Il Comune dovrebbe farsi carico di chiedere conto per quanto è avvenuto e avviare un confronto con Regione e Acer sui programmi e gli interventi che si pensano di attuare sull’intero patrimonio di edilizia pubblica. Noi lo chiediamo”. Fermare il degrado è il grido di protesta della periferia stabiese “Il quartiere CMI - si legge nel testo della petizione - ha dimostrato negli anni grande disponibilità, dall’aver accettato la collocazione del depuratore negli anni 80 ,con tutti i problemi e i disagi che ha creato. Da qualche tempo si parla di progetti e di rilancio della nostra zona e del quartiere; degli interventi da attuare su Corso De Gasperi.Se si esclude però la realizzazione di M.diStabia, rimasta ancora incompleta, per la mancata realizzazione delle opere a terra, che sarebbero dovute, sorgere al posto dei vecchi capannoni industriali, e aprire il porto alla città; poco o nulla è stato fatto, se escludiamo la beffa del parco giochi. I fatti concreti, invece, ci presentano ancora aree industriali dismesse (da AVIS e Mulini Daunia), nuove realtà in crisi (MEB), una rete ferroviaria, quasi abbandonata, che taglia il quartiere dal rapporto con il mare; e, in ultimo, anche di un piano spiagge- di recente approvazione- che sottrae spazi ai cittadini per assegnarli in concessione ai privati. Insomma: quando il mare era inquinato, potevano andarci liberamente i cittadini, adesso che le condizioni per la balneabilità stanno ritornando, chi vuole prendere il sole deve pagare. FERMIAMO QUESTA SITUAZIONE. I cittadini del quartiere chiedono: - Interventi per bloccare il degrado e un piano per dare una nuova funzione al quartiere; - la possibilità, con l’ intervento finanziato per ammodernare la linea FFSS Gragnano-CmmareT.Annta, di realizzare collegamenti tra il quartiere e C.De Gasperi; - la definizione dei tempi per il recupero dell’area sportiva e per l’individuazioni di nuovi servizi e spazi pubblici ; Chiediamo un incontro con la Commissione Straordinaria,che oggi ha la responsabilità di guidare il nostro Comune, e l’apertura di un confronto on Regione , Città Metropolitana ,FFSS e ACER”

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