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Castellammare - Estorsioni, i D'Alessandro pagavano l'Ufficio Tecnico per farsi assegnare i lavori

Le ditte di Liberato Paturzo spesso ricevevano favori da Palazzo Farnese

tempo di lettura: 2 min
di Gennaro Esposito
30/01/2019 08:25:42
Castellammare - Estorsioni, i D'Alessandro pagavano l'Ufficio Tecnico per farsi assegnare i lavori

Era una prassi consolidata: il dirigente comunale, ogni volta che aveva per le mani un lavoro urgente da assegnare, chiamava Liberato Paturzo e glielo proponeva. Quest'ultimo accettava e di fatto si realizzava il provvedimento per ufficializzare il contratto. Sono diversi i casi ricostruiti dalle forze dell'ordine che vedono protagonista l'imprenditore dei D'Alessandro e due tecnici comunali (uno dei quali deceduto qualche anno fa): dalla rimozione dei detriti dopo una frana al rifacimento di un manto stradale. Pur non sapendo quello che accadeva nelle stanze di Palazzo Farnese, gli stabiesi finanziavano la camorra per lavori di manutenzione di diverso tipo. In alcuni casi era lo stesso Paturzo a conttatare il geometra per avvisarlo di alcuni interventi urgenti da realizzare in giro per la città con il dipendente comunale che immediatamente firmava le carte per l'affidamento diretto (sotto la soglia dei 40mila euro). Collaborazione che garantiva ai membri dell'Ufficio Tecnico delle tangenti per il lavoro svolto che puntava a far arricchire in primis l'imprenditore e poi anche i clan che aveva alle spalle.

Per Paturzo (colpito ieri da un'operazione della guardia di finanza che gli ha sequestrati milioni di euro di beni) il contatto in Comune era fondamentale. Tramite il geometra veniva avvisato di tutti i bandi che partivano in Comune oltre che di alcuni lavori privati che potevano essere intercettati dal dipendente. Non a caso in più di un'occasione il Paturzo è stato nominato da alcuni condomini per realizzare interventi di manutenzione straordinaria dopo i consigli dell'Ufficio Tecnico. Comportamenti che gettano ombre sulla politica stabiese anche se, nei fatti che risalgono al 2014, non ci sarebbe il coinvolgimento di sindaco e assessori. A firmare gli atti era infatti lo stesso dirigente che non sapeva di essere intercettato da diverso tempo dalle forze dell'ordine. La Direzione Distrettuale Antimafia ha infatti ricostruito tutto il loro modus operandi assicurando alla giustizia Paturzo e iscrivendo nel registro degli indagati gli altri due membri dell'Ufficio Tecnico.

I D'Alessandro quindi avevano il controllo su gran parte della città di Castellammare ed erano entrati anche a Palazzo Farnese. Il business preferito dalla cosca di Scanzano è diventato quello delle estorsioni che ancora oggi frutta decine di migliaia di euro di guadagni alle casse del clan. Lo confermano anche le ultime operazioni di polizia. In particolare l'arresto di un imprenditore nel mese di agosto scorso, che imponeva ad una ditta di Napoli l'obbligo del subappalto per continuare i lavori, è emblematico: nonostante le indagini e le retate, i D'Alessandro continuano imperterriti nella propria azione. E rivolgono sempre grande attenzone al mondo della politica e a tutti gli appalti che vengono assegnati in città. Alla luce di ciò, il 2019 risulta essere un anno importante con la pioggia di milioni che interesserà Castellammare dalla Zes ai fondi Pics per il Dos passando anche per la presunta riqualificazione delle Terme. L'obiettivo sarà quello di escludere la camorra da questi processi.

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