Il Comune organizza la distribuzione dei buoni spesa per le famiglie disagiate ma in città, e non solo a Castellammare di Stabia, i cittadini sono allo stremo. Siamo ormai alla 3 settimana di chiusura totale di tutte le attività ritenute non di prima necessità. Misure necessarie per contenere il diffondersi del virus, ma la gente inizia ad accusare – economicamente e psicologicamente – le restrizioni.
Rimanendo a Castellammare, questa mattina un altro disoccupato ha manifestato a Palazzo Farnese. Dopo aver gridato la sua rabbia ed il suo dolore, ha poi accusato un malore. L’uomo è stato subito soccorso dagli agenti della municipale che erano in zona. Esausto, è quindi ritornato a casa.
Ma a far sentire la propria voce sono anche i commercianti, ed in particolare pizzerie e ristoranti. Le spese, tra fitti e personale, continuano a farsi sentire. Ed allora chiedono di poter riaprire, se non altro per poter effettuare le consegne a domicilio.
Stesso discorso i parrucchieri che vorrebbero poter servire i propri clienti rispettando le misure di sicurezza in vigore.
Insomma, se in difficoltà ci sono disoccupati e lavoratori sommersi, altrettanto difficile inizia a farsi la situazione per i piccoli commercianti.
Stando alle nuove misure adottate da Governo e Regione, le chiusure sono confermate almeno fino al 13 aprile. Poi, in base ai numeri del contagio si deciderà se sia il caso di iniziare la lenta ripresa.
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