Novantacinque anni e non sentirli. La nave scuola Amerigo Vespucci, considerata da molti “la nave più bella del mondo”, celebra il suo prestigioso anniversario confermandosi non solo un simbolo della Marina Militare, ma soprattutto un’icona identitaria per la città che le ha dato i natali: Castellammare di Stabia.
Varata il 22 febbraio 1931 nei cantieri stabiesi, la Vespucci rappresenta ancora oggi una delle più alte espressioni dell’ingegneria navale italiana. A quasi un secolo dalla sua costruzione, il legame con Castellammare resta fortissimo. Qui non è semplicemente una nave: è un pezzo di storia cittadina, un simbolo di quella “stabiesità” che unisce orgoglio industriale, tradizione marinara e senso di appartenenza.
In città, il suo nome evoca immediatamente memoria e prestigio. Generazioni di stabiesi sono cresciute sapendo che proprio dai loro cantieri è uscita l’unità che avrebbe solcato i mari di tutto il mondo portando il tricolore italiano. Non a caso, ogni volta che la Vespucci approda in qualche porto internazionale, a Castellammare si riaccende un sentimento collettivo di fierezza.
Le istituzioni locali e le associazioni culturali hanno più volte sottolineato come la nave scuola rappresenti una delle eredità più luminose della tradizione cantieristica stabiese. «La Vespucci è parte della nostra identità», ripetono spesso cittadini e amministratori. Un orgoglio che va oltre la memoria storica e che continua a vivere nel presente.
Oggi, mentre la nave continua la sua missione di formazione per gli allievi ufficiali, Castellammare di Stabia celebra idealmente questo 95° compleanno guardando al passato ma anche al futuro. Perché la Vespucci non è solo un glorioso ricordo: è la prova concreta di ciò che la città è stata capace di realizzare.
E mentre il veliero continua a navigare nei mari del mondo, per gli stabiesi resta sempre, prima di tutto, “la loro” nave. Un simbolo intramontabile di eccellenza italiana e di orgoglio stabiese.
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