Anche a Castellammare di Stabia non mancano le polemiche sull’organizzazione della vita quotidiana, sconvolta l’anno scorso dal Covid-19. Uno dei temi cruciali che ha generato grande paura e controversia è stato quello della riapertura delle scuole.
Il Governatore Vincenzo De Luca – a causa del noto ricorso al TAR proposto dai genitori No DAD il mese scorso – è stato costretto ad aprire progressivamente le scuole di ogni ordine e grado. Molti sindaci della provincia di Napoli, nonostante la sentenza del TAR, sembrano orientati verso un ritorno alla DAD: misura invocata da molti dato il pericolo di contagio che aumenta in modo esponenziale in tutta la Campania.
A Castellammare di Stabia, come in tutti i comuni limitrofi, il ritorno in classe ha inciso notoriamente sull’aumento del tasso dei contagiati in città, contribuendo ad alimentare l’astio tra i cittadini molti dei quali – anziché riflettere sulle possibili misure concrete al fine di risollevare la città – si sono schierati gli uni contro gli altri alla ricerca di un nemico comune.
A causa della difficile situazione, gli stabiesi sono partiti sui social alla cosiddetta caccia all’untore, mentre sono pochi coloro che hanno cercato di mediare tra le parti, ponendosi in una posizione di apertura e critica costruttiva.
I primi ad essere stati incriminati sono i ragazzi, accusati di fare assembramenti per le strade della città. Successivamente si è parlato delle mamme, anch’esse accusate non solo di irresponsabilità ma anche di incoerenza in quanto – stando alle parole riversate sui social – avrebbero richiesto la DAD a seguito dell’aumento dei contagi per poi passeggiare con i propri figli in Villa comunale, soprattutto a causa dell’imminente festa di Carnevale.
I temi che hanno generato la maggior parte delle polemiche in questi mesi sono tre: scuole, responsabilità e contagi.
Alla luce di ciò, abbiamo chiesto alle mamme quali fossero le opinioni su queste tematiche.
“Nonostante tutto penso sia meglio optare per la didattica in presenza, perché la DAD impedisce ai bambini di frequentare le lezioni in un’ambiente idoneo per la loro formazione”, afferma una prima signora incontrata presso le giostre della Villa comunale.
“Per limitare i contagi bisognerebbe affidarsi al senso di responsabilità dei genitori” e – dato che l’emergenza sanitaria potrebbe durare qualche anno – “non si deve impedire a bambini e ragazzi di fare delle esperienze importanti per la loro crescita”.
Un’altra signora afferma che – data l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo – “al momento sarebbe meglio che bambini e ragazzi proseguissero con le lezioni in DAD”. Stando a quanto affermato dalla mamma, risulterebbe molto pericoloso proseguire con la didattica in presenza soprattutto a causa dell’irresponsabilità e dell’assenza di comunicazione da parte delle scuole.
Esempio citato dalla donna, tirato in ballo anche dal sindaco Gaetano Cimmino che ha lanciato l’allarme, riguarda un caso di positività al Covid-19 che sarebbe stato riscontrato in una scuola. Un bambino, poi risultato positivo al Coronavirus, sarebbe stato presente in classe fino a venerdì 30 gennaio. Gli alunni della scuola hanno continuato a svolgere le lezioni in presenza fino a martedì 2 e solo il pomeriggio dello stesso giorno è stata effettuata una sanificazione degli ambienti. Questo significa che tanti bambini, insieme alle famiglie, sono stati esposti al rischio di contagio.
Sulle polemiche sorte negli ultimi mesi, la donna afferma “non bisogna generalizzare e prendersela con genitori e ragazzi” in quanto, come è possibile notare semplicemente camminando per strada, ad essere negligenti nei confronti delle regole anti Covid-19 sono tante categorie di persone.
In generale, le persone intervistate dichiarano – riguardo le critiche mosse nei confronti delle mamme – che è impossibile ed insalubre non permettere ai propri figli di uscire in strada per prendere un po’ d’aria.
Una delle mamme mette in luce anche un aspetto che andrebbe sottolineato per comprendere i motivi per i quali alcuni genitori che preferiscono la DAD escono insieme ad i propri figli: “per strada i bambini sono controllati da noi genitori, in aula non si può mai essere certi del rischio al quale sono esposti, data la mancanza di comunicazione da parte della scuola”.
Delle opinioni emerse è possibile sottolineare un concetto che – alla luce delle polemiche sui social – sembra non essere ben chiaro: in una situazione così complessa ed articolata risulta impossibile stabilire chi ha “ragione” e chi “torto”. I genitori, così come tutti gli altri cittadini, si ritrovano a dover navigare a vista in un mare che non sembra lasciar intravedere alcuna riva sicura.
A causa di ciò risulterebbe necessario, secondo i più moderati, valutare ogni aspetto della spinosa situazione in cui versa la nostra città cercando di propendere per il male minore, consapevoli che ogni scelta – poiché dettata da una situazione emergenziale – rivelerà sempre qualche aspetto negativo.
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