Mario Muto potrebbe presto non essere più il direttore dell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. A prendere uan decisione in merito in questo ore è la stessa Asl Napoli 3 Sud che starebbe èer revocare l'incarico al dottore a causa dell'emergenza coronavirus scoppiata proprio all'interno del nosocomio stabiese.
Nel corso delle ultime settimane i contagiati sono aumentati sensibilmente fra il personale sanitario tanto che la stessa direzione ha imposto il tampone a tappeto per tutti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari per conoscere il numero con precisione. Gli esiti di questi tamponi (che saranno ufficializzati in giornata) hanno effettivamente confermato che il virus corre nelle corsie dell'ospedale del Viale Europa considerati i diversi casi positivi. Al momento sono 13 i camici bianchi contagiati: 4 medici, 6 infermieri e 3 operatori socio sanitari.
I sindacati, dall'inizio della pandemia, hanno più volte puntato il dito contro Mario Muto che a loro dire era stato incapace e inadeguato al ruolo che gli era stato affidato. E quindi l'ASL, nella giornata di ieri, ha iniziato a pensare alla revocare del suo incarico. La decisione sarà ufficiale nelle prossime ore così come sarà reso noto anche il nome del prossimo direttore che adesso si troverà di fronte una situazione sicuramente non semplice da gestire. Tra i nomi circolati nelle ultime ore ci sono quelli dell'ex direttore del San Leonardo, Savio Marziani, come pure quello di Rosa Santarpia già vice di Muto.
Al Pronto soccorso dell'Ospedale San Leonardo al momento sono presenti in servizio pochissimi fra dottori e infermieri considerato che in molti sono o in isolamento oppure in attesa di ricevere l'esito del tampone. In più il nuovo direttore dovrà comunque fare chiarezza su un caso che ormai sta paralizzando la città di Castellammare, ovvero quello della partoriente di Scafati positiva al coronavirus che avrebbe dato alla luce il proprio bambino senza essere stata messa in isolamento per i sintomi sospetti che aveva. Episodio sul quale anche il sindaco Gaetano Cimmino, massima autorità sanitarie locale, ha chiesto più volte di fare chiarezza.
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