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Castellammare - Coronavirus, parto al San Leonardo. Il sindacato chiede chiarimenti al direttore dell'ospedale

«Quali provvedimenti il direttore dell'ospedale ha adottato o intende adottare a tutela del personale sanitario esposto a rischio contagio».

tempo di lettura: 2 min
19/03/2020 22:06:10
Castellammare - Coronavirus, parto al San Leonardo. Il sindacato chiede chiarimenti al direttore dell'ospedale

Il parto della donna di Scafati, alla quale è stato effettuato il tampone perché con evidenti sintomi influenzali, preoccupa i lavoratori dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.

Per questo, il Segretario Territoriale FSI-USAE - Antonio Cascone – ha deciso di scrivere ai vertici del nosocomio stabiese nonché alla direzione generale dell’ASL Napoli 3 Sud. Una missiva in cui si chiede «quali provvedimenti abbia adottato o intende adottare a tutela del personale sanitario esposto a rischio contagio»  e «se sia stata effettuata idonea sanificazione negli ambienti dove la stessa ha transitato, atteso le caratteristiche logistiche degli stessi».

La richiesta viene motivata dalla ricostruzione che percorso clinico che lo stesso Cascone fa. Secondo il sindacalista, «al San Leonardo esiste una zona filtro attigua al pronto soccorso dove l’interessata non è mai arrivata, in quanto dopo il passaggio in Pronto Soccorso si è recata (accompagnata da un operatore) direttamente nel Reparto di Ginecologia, dove è avvenuta l’accettazione come da prassi ordinaria».

Ma non solo. Per Cascone risulta che la donna abbia partorito «nel Blocco Operatorio (in quanto parto cesareo) assistita dal personale infermieristico ivi in servizio nella notte tra Domenica 15 e Lunedi 16 marzo. Risulta inoltre che il Direttore del Blocco Operatorio LE abbia chiesto “una valutazione urgente” alle ore 14,12 del 16 Marzo ..” a tutela della paziente e del personale coinvolto nell’assistenza” . Desta stupore che sia stato prescritto l’esame Tampone (di cui si attende l’esito) solo oltre 24 ore dopo, arco di tempo sensibilmente lungo, durante il quale gli operatori sono rimasti inconsapevoli di un potenziale rischio contagio».

Alla luce della ricostruzione effettuata da Cascone, il sindacato FSI-USAE ha chiesto «a tutela di tutto il personale sanitario quali provvedimenti abbia adottato o intende adottare a tutela del personale sanitario esposto a rischio contagio» nonché «se sia stata effettuata idonea sanificazione negli ambienti dove la stessa ha transitato, atteso le caratteristiche logistiche degli stessi».

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