Le conseguenze del Coronavirus sono di grande rilievo e investono, inevitabilmente, anche il sistema economico nazionale e le tante piccole e medie imprese presenti sul territorio italiano. Con la diffusione del Covid-19 e in seguito al decreto regionale firmato dal presidente De Luca a inizio marzo, le palestre e i centri sportivi di Castellammare hanno abbassato le saracinesche per limitare la dilatazione del contagio. La ripresa delle attività si preannuncia particolarmente lenta e per molti imprenditori il pericolo chiusura è dietro l’angolo. Il Ministro dello sport Spadafora, entro il 18 maggio, presenterà al comitato tecnico-scientifico le linee guida per la riapertura di palestre e centri sportivi, ma tanti sono i dubbi legati all’effettiva tutela della salute di atleti professionisti e dilettanti.
Come spiegato da Francesco Longobardi, titolare della Fitness Planet di Via D’Annunzio, le difficoltà sono tante e il futuro è quanto mai incerto: “Abbiamo subito un totale annullamento di introiti a fronte di spese importanti, tra bollette e scadenze varie. Affrontare i prossimi mesi in queste condizioni è davvero complicato. Con ogni probabilità anche a settembre ci saranno restrizioni significative. Per tutti noi operatori del settore fitness il futuro, probabilmente, fa anche più paura del presente. C’è sicuramente tanta amarezza. Spero in agevolazioni fiscali a lunga gittata per palestre e centri sportivi. Ci si dovrà organizzare diversamente per il futuro: magari attraverso “prenotazioni”, garantendo un’affluenza sicuramente limitata. Ovviamente, bisogna attendere indicazioni governative in tal senso”.
Lo stesso concetto è stato ribadito da Demis Autellitano, titolare del Centro Professionale Arte Danza di Castellammare: “La fase 1 ha rappresentato novanta giorni circa di pura sofferenza per il nostro settore. Guardiamo con fiducia al futuro, ma finora le difficoltà sono state tante. Il problema maggiore è rappresentato dall’affitto dei locali, ci vorrebbe maggiore elasticità da parte dei proprietari. La ripresa delle attività può essere gestita tranquillamente, soprattutto avendo a disposizione un locale molto ampio. Garantire la distanza di sicurezza è possibile, magari evitando lo svolgimento di determinati esercizi”.
Anche Annalaura Guadagno, in rappresentanza dell’associazione di pattinaggio artistico Antares, ha manifestato le stesse esigenze dei colleghi: “Aldilà delle difficoltà in ambito economico, il nostro settore è investito anche dal problema relativo ad una mancanza di allenamento da parte dei nostri atleti che non potranno partecipare a gare e competizioni nazionali. Bisogna attendere precise linee-guida da parte del Governo per ripartire in sicurezza e in serenità. Probabilmente si dovrà lavorare a porte chiuse, precludendo l’ingresso a terzi, e si dovrà scaglionare l’ingresso degli atleti, garantendo le distanze minime di sicurezza. L’attività all’aperto, sotto questo punto di vista, ci favorisce sicuramente”.
L'industria del fitness e dello sport rappresenta una realtà di rilievo nell'economia nazionale e in Italia si stima che, a causa dell'emergenza sanitaria del Coronavirus, la perdita economica del settore ammonti ad oggi a 1 miliardo di euro con oltre 200 mila posti di lavoro a rischio. La tanto attesa Fase 2, che dovrebbe avviarsi subito dopo il “ponte festivo” del 1° maggio, sarà caratterizzata dalla ripartenza verso una quasi normalità e soprattutto dalla riapertura di alcune attività. Ma per palestre e centri sportivi, che secondo il Governo appartengono ad una categoria di “rischio medio”, bisognerà ancora pazientare. In molti ipotizzano un graduale ritorno a settembre, oltretutto rispettando le misure di sicurezza che saranno comunque rigide: dal rispetto della distanza di sicurezza all’uso di mascherine e igienizzanti, fino ad arrivare ad una pulizia costante di locali e spogliatoi. La mancanza di certezze, le indicazioni che tardano ad arrivare, lasciano sospesi, dunque, tutti i centri sportivi e le palestre di Castellammare.
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