Chi ha deciso di riaprire anche solo per le consegne a domicilio è stato ripagato. Boom di richieste per le pizze a Castellammare di Stabia e non solo.
«E’ stato dura restare chiusi per tanto tempo – ci ha spiegato Vittorio Botta della pizzeria Pazzamarea di via Bonito – E seppur tra mille difficoltà alla fine abbiamo deciso di riaprire anche solo per la consegna a domicilio delle pizze. E la richiesta è stata tanta, ci ha sorpreso» ammette. «Avevamo preparato, per la prima serata, impasto per circa 50 pizze. Ebbene – ci spiega – le abbiamo finite tutte in pochissimo tempo». A lui quindi chiediamo quale sia stata la pizza più richiesta in questo primo giorno in cui i cittadini hanno potuto riassaporare la pizza cotta in un forno a legna e preparata da un vero pizzaiolo dopo mesi in cui in tanti si sono cimentati a farla a casa. «La più gettonata? La capricciosa» ci risponde. Spiegando anche che «questa sera non ci faremo trovare impreparati. Pronto un impasto per oltre 150 pizze, come sempre preparate con il nostro impasto a lunga conservazione».
Tante le richiesta anche per “Punto Pizza”, l’attività di pizzeria da asporto e consegna a domicilio di Pasquale Napodano. L’esercizio commerciale di via D’Annunzio da sempre è specializzato nelle consegne a domicilio e, proprio per questo, non si è fatto trovare impreparato da questo ripartenza. «E' andata bene – ci racconta Pasquale - C'è stata una buona richiesta da parte dei clienti. Abbiamo consegnato circa 130 pizze».
Come è andata con le prescrizioni da adottare nella preparazione e nella consegna? «Ci siamo adeguati sostituendo i contenitori con quelli termici, e sanificato più volte durante la serata utilizzando una macchina per il vapore e soluzione alcolica 70 % come da normativa. I nostri ragazzi hanno consegnato le pizze con guanti e mascherina, rispettando il limite di non uscire dalla zona di Castellammare di Stabia».
Meno bene è andata ai bar. Con gli uffici chiusi e molti negozi ancora con le serrande abbassate, gli ordinativi di caffè e colazioni sono stati pochi. «Ma non demordiamo – ci raccontano all’unisono alcuni baristi – Abbiamo avuto la possibilità di riaprire e lo abbiamo fatto, cogliendo questa occasione anche se le difficoltà di lavorare in queste condizioni sono tante. Oggi speriamo vada meglio, magari anche da casa qualcuno inizia ad ordinare caffè e cornetti, e noi ci faremo trovare pronti a consegnarglieli nella massima sicurezza».
In bocca al lupo a tutti loro.
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