Massimiliano De Iulio si è costituito. L’ex consigliere comunale, dipendente della SMA Campania, ieri pomeriggio si è presentato davanti alle porte del carcere di Frosinone accompagnato dal suo avvocato. Dopo dieci giorni dall’emissione della sentenza emessa dai giudici della Corte di Cassazione, De Iulio ha deciso di consegnarsi prima dell’emissione del mandato di arresto. Dieci giorni passati a rimuginare, a cercare di capire il perché di quella sentenza a cui si è sempre opposto e combattuto, accuse che ha sempre rigettato. Per i giudici, infatti, De Iulio ha commesso un’estorsione in compagnia del clan Ridosso - Loreto di Scafati.
L’inchiesta. I fatti risalgono al 2010 ma l’indagine è stata ufficializzata solamente nel 2016 quando l’ex consigliere comunale fu costretto ad auto sospendersi (sedeva fra i banchi dell’opposizione dell’amministrazione Pannullo) a causa dell’inizio dell’inchiesta che lo vedeva coinvolto. Secondo l’accusa, De Iulio avrebbe aiutato i Loreto a riscuotere del denaro da un imprenditore, circa 7000 euro, facendo da intermediario. Solamente un anno fa, nell’ambito della stessa inchiesta, sono stati condannati anche Romolo Ridosso, tre anni e sette mesi di reclusione; Gennaro Ridosso, cinque anni e quattro mesi; Luigi Ridosso, cinque anni e due mesi; Alfonso Morello, sei anni. Tutti questi, tranne Morello, hanno ricevuto l’aggravante dell’estorsione con il metodo mafioso. Da questa inchiesta, è stato possibile accertare il collegamento fra la cosca di Scafati con alcuni clan di Castellammare per la gestione delle estorsioni fra Pompei e la città delle acque.
La condanna. Tre anni di reclusione, in via definitiva. Questo il verdetto dei giudici arrivato il 15 ottobre scorso dopo una camera di consiglio lunghissima che è terminata solamente dopo le 21. Il Procuratore Generale, a sorpresa, aveva chiesto la sospensione della pena e un rinvio in Appello per ricalcolare le pene a causa di alcuni presunti errori procedurali. Ma i giudici hanno deciso comunque di procedere con la condanna che di fatto ha lasciato di stucco De Iulio, la sua famiglia ed i legali dell’ex consigliere comunale.
Dal canto suo, De Iulio ha sempre rigettato le accuse spiegando a più riperse che quelli erano soldi relativi alla compravendita di un’auto.
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