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Castellammare - Condannato per droga, ai domiciliari boss del clan

Trasportava cocaina sotto la sella del suo motorino e per questo fu condannato a 7 anni. La Corte d'Appello di Napoli accoglie la richiesta dei legali e lo relega ai domiciliari.

tempo di lettura: 1 min
12/09/2018 11:00:38
Castellammare - Condannato per droga, ai domiciliari boss del clan

Trasportava cocaina sotto la sella del suo motorino e condannato a 7 anni. Mario Cannavale, 53enne di Castellammare di Stabia, è tornato a casa dove sconterá la condanna ai domiciliari.

L'uomo, da tempo attenzionato dalle forze dell'ordine per una sua appartenenza ai clan attivi nel comprensorio stabiese, è stato graziato dai giudici della Corte d'Appello di Napoli. Cannavale, però, non è un personaggio di poco conto nello scacchiere comunale di Castellammare: è affiliato agli Omobono - Scarpa, clan che dichiarò guerra ai D'Alessandro di Scanzano all'inizio degli anni Duemila. Inoltre è anche imparentato con Salvatore Polito, suo coetaneo e protagonista della faida di camorra (durante la quale ordinò diversi omicidi) che seminò il panico nella città delle acque.

Cannavale, tuttavia, potrà tornare nella sua abitazione e scontare il resto della condanna dopo l'arresto per droga avvenuto qualche anno fa. Stava probabilmente consegnando della cocaina, ben mezzo chilo, quando fu intercettato dalle forze dell'ordine e immediatamente arrestato. Secondo l'accusa, il 53enne era diretto verso il rione Moscarella per rifornire la piazza di spaccio presente. Tesi che poi è stata confermata dalla Corte d'Appello di Napoli che ha sancito la condanna.

I sette anni di carcere sono scaturiti anche dai precedenti penali di Cannavale il quale partecipò alla guerra di camorra del 2004. Dopo quella faida, il clan degli Omobono - Scarpa venne anche smantellato perdendo il proprio ruolo primario nella periferia nord della città. Rione Savorito che ora, grazie ad un accordo con gli Imparato, è gestito direttamente da Scanzano che l'ha trasformato in una mega piazza di spaccio all'aperto. I tempi della faida sono lontani: il patto di non belligeranza fra i clan stabiesi garantisce ad ognuno di loro migliaia di euro.

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