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Castellammare - Condannato a due anni per un incidente stradale in cui persero la vita due persone

Nell'impatto tra due vetture, avvenuto nell'ottobre del 2019, morirono un 40enne di Palagiano(Ta) ed una 78enne stabiese.

tempo di lettura: 3 min
09/04/2021 10:56:58
Castellammare - Condannato a due anni per un incidente stradale in cui persero la vita due persone

Ha patteggiato la pena per l’incidente stradale avvenuto a Massafra nel tarantino il 25 ottobre del 2019 che causò la morte di Donato Milano, 40enne di Palagiano(Ta), e di Marina Cuomo di Castellammare di Stabia. Per questo, un 25enne stabiese è stato condannato a due anni di reclusione, con sospensione condizionale, per duplice omicidio stradale. A lui è stata comminata anche la sanzione accessoria della sospensione della patente.

Il dramma si è consumato in pieno giorno, alle 13.45, all’incrocio tra la Sp 39 e la Sp 35, in località Pezzarossa. Il 25enne di Castellammare di Stabia sta procedendo sulla Provinciale 35 in direzione Massafra-Chiantona al volante di una Mazda 323 dove trasporta altri quattro familiari tra cui Marina Cuomo, la nonna, che hanno appena assistito al suo giuramento nell’Aeronautica in Puglia e stanno rientrando a Castellammare. Giunto all’intersezione con la Provinciale 39, però, il giovane militare, “per negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza delle norme del codice della strada, ha omesso di fermarsi, nonostante la presenza del segnale verticale di “Stop”, e di dare la precedenza a destra” per citare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla dott.ssa Di Tursi, anche sulla scorta della perizia cinematica affidata all’ing. Maurizio Scudella per ricostruire dinamica, cause e responsabilità del sinistro. Alle operazioni peritali ha partecipato e fornito il suo contributo anche l’ing. Pietro Pallotti, come consulente tecnico di parte messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., la società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui i congiunti di Milano, tramite il consulente legale Luigi Cisonna, si sono affidati per fare piena luce sui fatti.

"Il conducente della Mazda - scrive l’ing. Scudella nelle sue conclusioni - aveva sulla sua direttrice di marcia il segnale di “Stop” che ha letteralmente saltato. La segnaletica orizzontale era scolorita, ma sulla sua direttrice di marcia vi era la segnaletica verticale che preavvertiva lo Stop. Vista la velocità tenuta (almeno 52 km/h), lo stesso ha praticamente saltato l’intersezione stradale e la relativa segnaletica. E doveva comunque dare la precedenza a destra, visto e considerato che la sua destra era impegnata. Il fatto che tale veicolo sia arrivato all’urto a tale velocità ci porta a considerare la completa disattenzione alla guida del mezzo, considerando anche le condizioni di tempo e di luogo”.

Il resto è tristemente noto. Purtroppo, proprio in quel mentre dalla destra della Mazda, sulla Sp39 sopraggiunge la Toyota Yaris condotta dal povero Milano. Il quarantenne e la passeggera della Mazda sono deceduti praticamente sul colpo a causa dei devastanti politraumi riportati, mentre il conducente e gli altri tre occupanti di quest’ultimo veicolo, pur avendo rimediato, in particolare uno di loro, lesioni gravi tanto da restare per giorni in pericolo di vita, alla fine si sono salvati.

Di qui dunque la richiesta di rinvio a giudizio per D’Amato e la fissazione dell’udienza preliminare culminata con la condanna a due anni.

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