Negli ultimi tempi la città di Castellammare di Stabia è stata sotto i riflettori dei notiziari locali e nazionali per una serie di tristi episodi. Solo qualche giorno fa la sparatoria a due passi dal comune con la città che è finita sui TG nazionali anche a seguito di un video divenuto virale sui social in cui a guidare un motoscafo nel golfo della città era un bambino. Un primo accenno d'estate dunque burrascoso che preoccupa e demoralizza allo stesso tempo.
E dire che non sono lontani i tempi in cui ad essere aggredito sempre nei pressi del Comune fu un Carabiniere che voleva placare una rissa oppure lo scorso inverno quando in Villa comunale fu presa di mira e malmenata una coppia gay che per vergogna e paura non denunciò l'accaduto. Non si placano dunque gli episodi di violenza che minano alla l’idea di una città turistica. In questo clima StabiaChannel è andato in giro per la città a chiedere ai cittadini cosa pensano e quali sarebbero le soluzioni da adottare per mettere fine a tutto ciò. È rilevante in città il numero delle persone che preferiscono non commentare. Mentre altri esprimono la propria opinione con determinazione ma anche un pizzico di rabbia e rassegnazione. Come nel caso di M., un giovanissimo che gestisce una gelateria in città. «Che devo dire? - risponde in un primo momento- la cosa brutta è che non saprei cosa dire perchè purtroppo ci siamo abituati a tutto questo. Io ho frequentato le scuole qui a Castellammare e mi sono reso conto che è un problema culturale. Molti ragazzi della mia età venivano da famiglie con un modo di pensare tutto loro, con una mentalità che sostiene le attività illecite. Secondo me poi ci vorrebbero anche più controlli. Anche una semplice macchina della Polizia, dei Carabinieri che faccia sentire la propria presenza. In generale io vivo la città con molta cautela, nel senso che cerco sempre di evitare discussioni perchè non sai mai chi hai di fronte e cosa può fare. Ad esempio, l'altro giorno un mio amico è andato al mare a Pozzano dopo aver pagato il grattino ha dovuto avere a che fare coi parcheggiatori abusivi che in risposta al suo sospetto verso di loro gli hanno rigato la macchina con una chiave. Ora noi che vogliamo stare tranquilli, che vogliamo trascorrere una bella serata evitiamo molti posti in città proprio per non fare questioni. Uno sceglie di non andare al mare a Pozzano perchè non ha voglia di farsi rigare l'auto, si evita questo posto o un altro. Però ripeto questa è una cosa a cui siamo abituati ma è assurda e triste. Un giovane magari che ha solo voglia di prendere un caffè al bar o di mangiare un panino in città si ritrova in una sparatoria, siamo messi proprio male. Noi ci adeguiamo pure sperando che prima o poi migliori, ma prendi un turista che in vacanza si vuole divertire, vuole stare senza pensieri vede situazioni simili non tornerà più».
E ancora la testimonianza di un anziano che passeggia in villa: «Ma della violenza cosa si può pensare? Queste sono cose che non dovrebbero esistere. Il problema è anche che molti ragazzini escono armati. Chi con il coltello, chi con la pistola e i controlli sono pochi. Uscire armati è come se fosse diventata una moda. Le autorità arrivano sempre dopo. Dopo che hanno sparato, dopo che sono stati picchiati...».
A parlare tra i tanti poi c'è anche Johnny De Meo, Presidente della Confcommercio di Castellammare : «Siamo un po' demoralizzati. Noi commercianti di tutto questo ne risentiamo sicuramente perchè comunque si rovina l'immagine della città. E questo, in generale, è una cosa che dispiace a tutti, credo anche ai cittadini onesti che in questa città non sono pochi. Come ha detto quella signora nell'intervista alla Rai: «Facciamoci i fatti nostri. Se ci facciamo i fatti nostri viviamo bene». Ma se ci facciamo i fatti nostri forse lei egoisticamente vivrà anche bene ma alla lunga... Un giorno lo stesso capita a te, se io chiudo gli occhi un giorno capita a me, il terzo giorno capita a un'altra persona. A turno ci capiteremo tutti quanti. E invece di risolvere i problemi a monte ce li ritroveremo sempre più forti. Poi è anche un fatto culturale, bisogna partire dalle scuole ma noi commercianti tutto questo tempo non ce l'abbiamo. Chi scende a lavorare la mattina il problema ce l'ha tutte le mattine e non abbiamo più i tempi della politica, del commissario, della città che si deve sviluppare... Noi i problemi ce li abbiamo tutti i giorni. Poi è vero, ci vuole più controllo del territorio ma quello che ci vorrebbe, una proposta sensata e seria, è mettere a posto e aggiungere tante telecamere alla videosorveglianza della città. Ci sono tante piccole cose che succedono in Villa comunale che potrebbero essere risolte con le telecamere. Dieci anni fa a Castellammare funzionavano circa duecento telecamere oggi ne funzionano molte meno. È poco. Abbiamo più volte detto al Comune che avremmo ceduto le nostre telecamere personali ma sono rimaste solo parole dette al vento. Ci siamo scocciati di dire che siamo una città bella, che abbiamo il Faito, le Terme chiuse... Parliamo oggi della qualità della vita dei cittadini che è pari a quanto? Ora di chi è la colpa? Sarà colpa della politica? È colpa della politica, è colpa in parte dei cittadini, è colpa dei commercianti, è colpa di tutti quanti... Oggi però siamo arrivati al punto di avere un commissario per la quarta volta in dieci anni e credo che, e questo è un problema italiano, lo Stato deve affrontare il problema. La città non è controllata. Non è giusto che uno esce la sera e non deve stare tranquillo e non è nemmeno giusto che uno esce la sera e vede la città violentata da ondate di gente che fa quello che vuole perchè si può permettere di parcheggiare la macchina in quarta fila, di parcheggiare sopra al Monumento ai caduti... Persone anche delle città limitrofe, perchè non sono solo di Castellammare. Si può fare di tutto. Questo però, non significa che la colpa è delle Forze dell'Ordine perchè se il Comando dei Vigili ha a disposizione una sola auto oppure come da disposizione nazionale la Polizia ha una sola volante per un dato numero di abitanti significa che noi non abbiamo speranze. Ci vorrebbero più Forze dell'Ordine perchè se no il cittadino la presenza dello Stato non la coglie».
A parlare poi è anche Pasquale Somma oggi un volontario dell'Associazione "Libera, contro le mafie" associazione fondata nel '94 da Don Luigi Ciotti. «Devo partire con una premessa: l'escalation di violenza non è altro che un sintomo di una malattia che Castellammare purtroppo vive e l'ha portata a nutrirsi di Camorra. Perchè succede questo? Perchè c'è da parte del cittadino comune un pensiero, un'idea che è quella di poter vivere nell'illegalità e pensando sempre di essere scaltro e di scavallare il prossimo. Questo comporta una sorta di illegalità che produce una sorta di mentalità, mancanza di rispetto e inevitabilmente violenza. Ora, ci deve essere la consapevolezza che non si può delegare a terzi. Cioè non dobbiamo dire: ci pensino i controlli, ci pensino i Carabinieri... Ma bisogna prendere coscienza che i primi protagonisti sono i cittadini, sono i genitori dei cittadini. I genitori dovrebbero educare i figli al rispetto dell'altro e che l'altro non è un individuo con cui siamo in competizione. Bisogna dunque, in certi casi, mettere mano al ruolo genitoriale. E poi bisognerebbe anche trattare con la rassegnazione dei cittadini».
Pareri contrastanti dunque sono stati espressi da diversi cittadini che però hanno due denominatori comuni: l'esigenza di educare sin da bambini al rispetto delle regole e della comunità e il fare i conti con i cittadini che da anni hanno imparato a convivere in questo clima e demoralizzati si adattano.
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