Una città militarizzata per fronteggiare la criminalità. L’ex procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, è tornato a parlare di Castellammare di Stabia, un anno dopo le sue dichiarazioni che, dopo gli arresti di Domino Bis, avevano avviato un intenso dibattito sulla necessità che lo Stato potesse riprendere il controllo della città. Lo ha fatto a seguito dell’agguato che ha portato al ferimento di una ragazza di 23 anni, colpita da un proiettile ad una gamba ieri sera in piazza Giovanni XXIII. Ed è tornato a chiedere una presenza maggiore dello Stato sul territorio, definendolo “il primo passaggio per un recupero totale”. Secondo l’ex procuratore Cafiero de Raho, “a Castellammare ci sono, come ovunque, tantissime persone perbene che vogliono cambiare. Bisogna che lo Stato sia presente con molte forze, che ci sia un controllo straordinario del territorio così come le persone perbene chiedono”. Tanti sono gli episodi di criminalità che nelle ultime settimane hanno riportato in città un clima di terrore. A tal proposito, Cafiero de Raho ha manifestato la necessità “di espugnare le fortezze dove le famiglie camorristiche risiedono da oltre 50 anni. Questo è fondamentale anche per dare un segnale che effettivamente si vuole cambiare”.
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