B&B a Castellammare? Nessun problema, se ne trovano in centinaia. Basta cercare sui maggiori siti di viaggi online per farsi un'idea. Peccato, però, che non tutti i bed and breakfast siano regolarmente dichiarati al Comune stabiese. Un fenomeno, quello dell'abusivismo, che attraversa anche il mondo del turismo e particolarmente nella tipologia B&B che tanto spopola negli ultimi anni. Non è mai stato realizzato un censimento nè tantomeno dei controlli lasciando così piena libertà ai cittadini che hanno iniziato a fittare stanze o appartamenti non curanti delle tasse e delle autorizzazioni da rilasciare.
Secondo una stima non confermata da Palazzo Farnese, i B&B regolari sarebbero circa una cinquantina ma se si cerca in rete, se ne possono trovare oltre 100. Qualcosa quindi non torna ed è arrivato il momento di regolare un servizio che garantisce introiti agli abusivi e impoverisce le casse del Comune. Per aprire una struttura ricettiva, bisogna ottenere delle autorizzazioni comunali. In primis la SCIA (avvio attività) e poi bisogna rientrare nei requisiti imposti dalla Regione per una struttura ricettiva, dai servizi che potrebbe offrire fino alla grandezza minima di una stanza.
A Castellammare, però, molti stabiesi hanno dato inizio all'attività sorvolando sulle questioni burocratiche e fiscali. Dal centro alla periferia, i B&B sono aumentati vertiginosamente anche perchè è un servizio molto richiesto dai viaggiatori. Ed è così che gli abusivi si arricchiscono mentre i regolari, oltre che lottare con una città che stenta a diventare turistica, deve affrontare anche la concorrenza sleale. Una tematica che inevitabilmente finirà anche sulla scrivania dell'assessore Giovanni Russo e del sindaco Gaetano Cimmino.
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