Prima di tagliare il nastro per l’inaugurazione del Circolo della Legalità, nella stanza del sindaco di Castellammare, Antonio Pannullo, si è tenuto un breve dibattito in merito alle iniziative che saranno promosse nei prossimi mesi proprio nei locali che un tempo erano di proprietà della camorra. A prendere la parola è stato Luigi Cuomo, dell’associazione Sos Impresa, che ha spiegato: «Il Circolo aiuterà i commercianti onesti che non dovranno sentirsi soli. Dovranno ribellarsi alla criminalità. Ci sono gli strumenti che il Governo ha messo in campo che servono per evitare tragedie come quelle di Cavaliere. Se denunciassero in tanti, probabilmente i delinquenti non ci sarebbero. Ne guadagneremo tutti. Se un commerciante decide di denunciare, aiuta la città perché contribuisce all’eliminazione della criminalità. Se sappiamo che c’è un negozio che ha denunciato, dobbiamo privilegiarlo. Anche se non è il migliore, dobbiamo andare lì perché il commerciante deve toccare con mano la legalità. Dobbiamo aiutarli e regalare loro un sorriso. I mafiosi cercano di creare isolamento intorno ad un’attività perché vogliono farla morire, quando decidono di denunciare. Noi dobbiamo fare in modo che non succeda». Soddisfazione anche per il sindaco Antonio Pannullo che ha commentato: «Questa manifestazione deve avere un seguito. Fortunatamente c’è stata l’immediata repressione nel caso di Di Martino. Coloro che si resero protagonisti dell’estorsione contro il bar di piazza Giovanni XXIII, sono stati arrestati. Lo Stato c’è, non è vero quello che dicono. La realizzazione del Circolo e la presenza delle forze dell’ordine oggi lo confermano. Abbiamo voluto dedicarlo all’imprenditore Michele Cavaliere e insieme a suo figlio, Raffaele, proveremo a portare avanti un messaggio di speranza. Suo padre è stato un vero eroe, non stiamo abusando del termine. E’ stato un uomo semplice che ha deciso di non piegarsi. L’ha fatto per la sua azienda, per la sua famiglia e per la sua città». «Mio padre non ha mai voluto la scorta perché non voleva che un giovane poliziotto morisse per lui – ha spiegato Raffaele Cavaliere -. Visto che era già minacciato, il Questore voleva proteggerlo. All’epoca era da solo mentre oggi siamo un fronte unico, insieme alle forze dell’ordine. Dobbiamo rendere la nostra terra quanto più ospitale possibile per i nostri figli che non devono andare via, devono restare con noi». Infine, il commento del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Domenico Cuttaia: «Sono felice che ci siano tutti questi giovani. Dobbiamo rivolgerci a loro. Dobbiamo onorare chi è morto per non essersi piegato alla camorra. Non dobbiamo avere eroi: mai più morti come Cavaliere. Perché se noi pretendiamo l’osservanza delle regole, un imprenditore non sarà mai solo e la legalità sarà sempre garantita. Il miglior modo per onorare la memoria di chi ci ha preceduto e di chi ha offerto la propria vita, è quello di assumere un impegno improntato sulla legalità. Dobbiamo dotarci di strutture adatte a fare ciò. Oltre alle forze dell’ordine e alle istituzioni devono esserci i cittadini che devono partecipare. Dobbiamo tenere a distanza chi si rende protagonisti di simili comportamenti. Dobbiamo discriminare i cattivi dai buoni: così possiamo far rinascere la nostra terra».
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