A un anno e mezzo dall’insediamento dei commissari straordinari a Palazzo Farnese, in seguito allo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata del Comune di Castellammare di Stabia il 24 febbraio 2022, sembra che i problemi della città siano rimasti tutti sul tavolo. Nella relazione del Ministero del 4 luglio scorso, Castellammare viene menzionata per la questione sociale, in primis perché è il settore in cui si registra un elevato rischio di infiltrazioni dei clan a causa dei “rilevanti flussi di risorse finanziarie”; in secundis, perché sono ben cinquemila gli stabiesi assistiti dal Comune. “Nell’azione della Commissione insediatasi presso il Comune di Castellammare di Stabia (NA) assume particolare rilevanza l’attenzione rivolta ai servizi sociali, al servizio di una popolazione di circa 65.000 abitanti”, spiega la relazione del Ministero dell’Interno. “In carico al predetto settore risultano circa 5.000 cittadini, tra cui minori, anziani, disabili, utenti psichiatrici, tossicodipendenti, immigrati, persone senza fissa dimora, minori sottoposti a misure amministrative e/o all'interno del circuito penale e, in generale, casi di indigenza ed altre criticità sociali”. Il documento si sofferma sulle soluzioni pensate per gestire l’emergenza. “Specifica attenzione è stata destinata ai minori, in quanto da parte di organi istituzionali e di altri organismi presenti sul territorio (forze dell'ordine, scuole, parrocchie, ecc.) giungono ai servizi sociali numerose segnalazioni di evasione scolastica, comportamenti antisociali, devianza sociale, nonché specifiche richiesta di indagine da parte delle competenti Autorità giudiziarie (Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario)”. Inoltre, si legge “In tale contesto il settore ha proposto alla commissione straordinaria l'approvazione di uno specifico regolamento sull'affido familiare e ha provveduto alla programmazione e alla attivazione di una rete di servizi volti ad individuare, formare e supportare le famiglie del territorio disponibili all'accoglienza di minori in difficoltà, consentendo, altresì, alle famiglie d'origine che si trovano momentaneamente impossibilitate ad accudire i propri figli, di poter contare su altri nuclei familiari del territorio. Tale iniziativa è finalizzata a ridurre l'istituzionalizzazione dei minori (inserimento di minori in istituti tipo orfanotrofi), ove possibile, contestualmente alla spesa pubblica, nonché permettere al minore di sperimentare modelli di vita, sociali e familiari positivi funzionali rispetto alla crescita.” Nella relazione si afferma anche “Particolare attenzione è stata richiamata sull'esigenza della rigorosa osservanza delle disposizioni di trasparenza e legalità dell'attività amministrativa e segnatamente nell'ambito delle procedure di aggiudicazione e di affidamento dei servizi, in considerazione anche dei profili di "sensibilità" sul piano della prevenzione di possibili forme di interferenza criminale, che il settore registra in relazione ai rilevanti flussi di risorse finanziare.” Per quanto concerne l’utilizzo dei beni confiscati assegnati al Comune di Castellammare, sembra esserci un errore a riguardo: nella relazione è scritto che “è stato orientato al perseguimento di finalità sociali, essendosi realizzato un "Centro Antiviolenza e casa d'accoglienza per donne maltrattate", una "Casa Alloggio per migranti” e uno “Sportello per la legalità” destinato alle imprese.” Come riporta il quotidiano locale Metropolis, il Centro Antiviolenza citato nel documento fu inaugurato durante la passata amministrazione ed è stato chiuso lo scorso dicembre proprio durante la gestione dei commissari straordinari; le altre due strutture, invece, sono già attive da anni. Evasione scolastica, comportamenti antisociali e devianza sociale sono, dunque, i problemi principali che i commissari hanno dovuto fronteggiare. Uno scenario drammatico per Castellammare che necessita di politiche sociali attive per combattere le criticità ma, al contempo, deve fare i conti con una camorra sempre pronta ad estorcere soldi pubblici.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.