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Cronaca

Castellammare - Cimitero al buio, l'azienda era in proroga da circa 20 anni


Interrotti i rapporti con la Lux Perpetua, la società gestiva l'illuminazione del Camposanto con una proroga da record. Russo: «Perseguire sempre la via della legalità».

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Parola d'ordine: legalità, a qualsiasi costo. Non scende a compromessi l'amministrazione comunale di Castellammare guidata dal sindaco Gaetano Cimmino. L'ultimo esempio arriva dal cimitero stabiese di via Napoli: da qualche giorno l'intera struttura risulta sprovvista del sistema di illuminazione notturna che dovrebbe invece permettere alle lapidi di essere visibili anche nelle ore notturne, oltre che ai lumi perpetui di rendere omaggio alla memoria dei defunti.

La notizia non ha lasciato ovviamente indifferente la cittadinanza, che si è interrogata sulle cause di quello che a molti appariva come un disservizio. In realtà l'Ente di palazzo Farnese ha provveduto 'sua sponte' a interrompere l'affidamento alla società Lux Perpetua: un affidamento che andava avanti grazie alle proroghe da quasi 20 anni, in barba a qualsiasi tipo di normativa vigente. Decisamente troppo per gli uffici tecnici del Municipio, che venerdì scorso hanno provveduto a 'staccare la spina', anche materialmente.

«Sulla questione vigeva una chiara ed evidente situazione di illegalità - ha dichiarato a Stabia Channel l'assessore al ramo Giovanni Russo -.


Tale circostanza si protraeva da anni e non poteva più essere trascinata: quest'amministrazione ragiona sempre sulla logica della legalità, in ogni sua scelta. Riteniamo perciò sia meglio rimanere qualche giorno al buio che rinnegare tale principio per comodità. Naturalmente ci scusiamo con gli stabiesi per il disagio, che andrà avanti ancora per qualche giorno. Ci affideremo presto a una copertura straordinaria dell'illuminazione, prima di tornare a regime di normalità con una nuova gara».

Il gioco, secondo il delegato della giunta Cimmino, vale quindi la candela. Secondo i rumors provenienti dal Municipio, la prima proroga per la gestione del servizio sarebbe da rintracciare attorno all'anno 2000. Quasi 20 anni di slittamenti che costituivano una chiara violazione dei principi del codice Anticorruzione, oltre che un primato negativo difficilmente eguagliabile. In questi giorni, finalmente, la parola fine, nel nome della legalità.


mercoledì 15 maggio 2019 - 08:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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